Studente dislessico umiliato all'esame di maturità

All’esame di maturità si è manifestato un nuovo caso di emarginazione che scuote la comunità degli studenti dislessici. Potremmo definirlo il contrario dell’inclusione, a quanto raccontano le cronache provenienti dalla Sardegna. Il fatto è accaduto a Cagliari, come descrive il portale Castedduonline in relazione a quanto successo durante la terza prova di maturità in un istituto tecnico. I fatti si sarebbero svolti la scorsa settimana e hanno riguardato uno studente affetto da dislessia. La madre denuncia il fatto preannunciando azioni a tutela per l’umiliazione subita dal figlio davanti a tutti i compagni di classe a ai docenti.

I fatti

Lo studente che ha frequentato l’ultimo anno in istituto tecnico commerciale di Cagliari è affetto da una lieve forma di dislessia. Incurante di questo stato, la presidente di commissione lo avrebbe isolato dal resto della classe. Prima dell’inizio della terza prova avrebbe detto al ragazzo testualmente “lo studente dislessico si sieda qui a fianco alla cattedra”. Il trattamento discriminatorio sarebbe poi proseguito da parte della stessa presidente di commissione con manifestazioni di contestazione verso gli schemi e le mappe necessari allo studente per aiutarlo nel suo compito. La madre del ragazzo, appresi i fatti, ha esclamato furibonda che suo figlio è stato trattato come un lebbroso.

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La denuncia della mamma

E’ stato isolato da tutti – denuncia la madre, L. M. – E, soffrendo anche di disturbi di ansia, è entrato subito nel panico. Tanto che voleva consegnare tutto e andarsene”. Un episodio che in poco tempo ha fatto il giro della scuola, e scatenato la solidarietà e la vicinanza di molti docenti e compagni di classe. “La vicepreside – racconta la madre dello studente – ha giustificato l’isolamento dicendomi che c’era il rischio che i compagni copiassero dalle mappe di mio figlio, ma è una spiegazione che a me non convince”. Il ragazzo, ormai 18enne, soffre di una forma di dislessia certificata da quando aveva 9 anni, e di una discalculia lieve che rallenta le sue abilità matematiche. “C’è voluta una vita per fargli acquistare fiducia in sé stesso, tutto mortificato in una mattinata – aggiunge la mamma – Un’umiliazione di questo tipo non capitava da quando frequentava le elementari. È stata commessa un’ingiustizia, e il problema è che la legge, anche se recente, non prevede sanzioni”. L’episodio ora verrà segnalato con una lettera al direttore dell’ufficio scolastico regionale, Francesco Feliziani.

Fonte Castedduonline