Scuola, mobilità docenti e 'furbetti legge 104': 'Colpire abusi si può e si deve'

La segretaria generale della Cisl Scuola, Maddalena Gissi, è intervenuta sulla delicata questione relativa al numero elevatissimo di docenti trasferiti tramite le precedenze legate alla legge 104, insomma, i cosiddetti ‘furbetti’ che riescono ad ottenere l’avvicinamento a casa grazie a certificazioni false. La leader sindacale ritiene che sia ‘inevitabile e doveroso interrogarsi su questo fenomeno, sottolineando come il ricorso ai benefici prevale nelle realtà in cui è nettamente inferiore l’offerta di servizi socio assistenziali e socio sanitari; inoltre, occorre riaffermare con chiarezza che le norme di sostegno ai disabili e a chi li assiste sono norme di civiltà che non possono e non devono essere messe in discussione.’

Scuola, mobilità docenti e ‘furbetti legge 104: comunicato ufficiale Cisl Scuola

Maddalena Gissi ribadisce, comunque, che le regole per la mobilità sono definite in base ad un contratto e ‘proprio sulle precedenze legate alla disabilità emerge in modo particolare l’intreccio fra contratto e legge, con i vincoli che quest’ultima pone rispetto alle scelte contrattuali. Praticamente impossibile, per chi contratta, aggiungere o togliere qualcosa a quanto la legge stabilisce: in ogni caso, il contratto sulla mobilità prevede che le condizioni che danno titolo a precedenza siano rigorosamente documentate, escludendo ad esempio ogni forma di autocertificazione.’
In merito ai cosiddetti ‘Furbetti della 104’, la Cisl Scuola sottolinea come sorprendano le affermazioni di chi si dichiara “disarmato” di fronte all’asserita mancanza di norme, che finirebbe per lasciare sostanzialmente impunito chi si avvale di certificazioni false. Chi accerta la falsità di documentazioni ha non solo la possibilità, ma il dovere di denunciare alle autorità competenti sia chi le ha rilasciate, sia chi se ne avvantaggia.

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Scuola, ‘Furbetti legge 104’: Gissi ‘Colpire gli abusi di una norma è indispensabile per difenderne il valore’

Su questo non c’è proprio alcuna ambiguità da parte nostra – rimarca Maddalena Gissi – esigiamo che si proceda col massimo rigore, come atto dovuto a chi è ingiustamente danneggiato da comportamenti riprovevoli, ma anche perché colpire gli abusi di una norma è indispensabile per difenderne il valore rispetto a ogni tentativo di ridimensionarla cavalcando strumentalmente il clamore suscitato da comportamenti scorretti e illegali. Va scritto nel contratto che il trasferimento ottenuto con documenti falsi dev’essere annullato? A noi sembra superfluo, ma siamo prontissimi a inserire questa precisazione, se l’Amministrazione e chi la rappresenta sul territorio ne ha bisogno per assumere le sue decisioni.’