Impossibile terminare l'aggiornamento delle domande entro il 13 luglio

L’aggiornamento delle graduatorie di istituto procede lentamente, causando ansia nei tantissimi precari che attendono di vedere inseriti i propri nominativi e caos nelle segreterie scolastiche sottodimensionate. Anche lavorando a ritmi forzati il carico di lavoro è talmente enorme che appare impossibile ad oggi pensare di finire l’aggiornamento entro la nuova scadenza fissata dal Miur. A causa delle infinite anomalie presentate dal sistema SIDI i sindacati hanno effettuato un pressing nei confronti dei responsabili del dicastero di Viale Trastevere affinché non venissero cancellate tante domande. In accoglimento di queste segnalazioni il Miur anticipava la pubblicazione di una Faq in cui veniva garantito che chi ha ripetuto l’inserimento del titolo di accesso non sarà depennato.

Tempo insufficiente

Ma i tempi per concludere le procedure sono troppo ristretti e il prossimo anno scolastico rischia seriamente di partire con un caos enorme. A segnalare con una lettera al ministro Fedeli l’impossibilità di chiudere le procedure di inserimento delle domande al 13 luglio sono stati 298 dirigenti scolastici che hanno scritto alla ministra Fedeli. Nella missiva inoltrata al ministro hanno elevato la protesta contro il termine giudicato troppo esiguo. Considerando che gli organici delle segreterie sono ridotti a causa delle ferie e del ridimensionamento effettuato sul personale ATA, con DSGA assenti per diversi motivi e tante altre problematiche elencate nella lettera, comunicano ufficialmente che la scadenza indicata non potrà essere rispettata.

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Cahier de dolèance

Alla ministra Fedeli i 298 dirigenti scolastici riassumono in 18 punti i motivi dell’impossibilità summenzionata. Le carenze di cui soffrono le segreterie scolastiche li metteranno nella condizione di diventare i capri espiatori di eventuali errori nella compilazione delle graduatorie di istituto di II e di III fascia. Paventando ricorsi in seguito a quanto spiegato, concludono la lettera dicendo che “tale modo di procedere costringe noi Dirigenti Scolastici ad una necessità di tutela, di riflessione, di rimostranza sull’ operato del MIUR”.