Diplomati magistrali in Gae a pieno titolo

La sentenza di merito di cui trattiamo in questo aggiornamento segue a pochissimi giorni di distanza da quella del Tar Latina di cui avevamo dato evidenza in quest’altro articolo. Lo scorso 29 giugno 2017 si è svolta un’altra udienza di merito per l’inserimento in Gae dei diplomati magistrali presso il tribunale di Ragusa. In essa viene sentenziato che i ricorrenti devono essere inseriti a pieno titolo in Gae. In pochi giorni il Miur riceve un uno due da stendere al tappeto un toro!

Disapplicato il 235/2014

La notizia dell’accoglimento nel merito del ricorso in oggetto viene pubblicizzata dai legali che hanno patrocinato l’azione. Si tratta degli avvocati Santi Delia e Bonetti. L’importanza di questa decisione viene commentata con le parole del giudice del lavoro, dott. Di Martino che commenta come, a prescindere dalla sentenza del Consiglio di Stato poi rimessa in discussione con il deferimento alla Plenaria, “ad ogni modo, anche a voler aderire alla tesi prospettata dalla rammentata ordinanza interlocutoria, e a voler quindi ritenere tuttora in vigore il D.M. n. 235/2014, l’esito dell’odierno giudizio non muta: ben può, secondo le regole generali, il giudice ordinario disapplicare l’atto amministrativo perché contra legem“.

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L’importanza di questa sentenza di merito

La soddisfazione del legale che ha patrocinato presso il tribunale siciliano il ricorso in questione si palesa per l’estrema importanza del contenuto espresso dal giudice. Esso infatti, commenta l’Avvocato Santi Delia, ha avuto il coraggio di mostrare la sua posizione opposta rispetto ad altri illustri colleghi. Non esiste nessuna norma che dica che i diplomati magistrali non possano agire per ottenere l’accertamento del loro diritto. Il concetto viene precisato meglio nella pronuncia al passo in cui recita testualmente che “la circostanza che la ricorrente non abbia avanzato domande di inserimento in occasione dei precedenti aggiornamenti triennali non determina di per sé alcuna preclusione alla presentazione, nei termini prescritti dal D.M., di una ulteriore domanda, atteso che la stessa fa valere un titolo all’ inserimento venuto ad esistenza prima della entrata in vigore del art. 1, comma 1-bis d.l. n. 97/ 2004 che, come noto, ha sancito la trasformazione delle graduatorie permanenti in graduatorie ad esaurimento“. Dulcis in fundo, il MIUR è anche stato condannato a pagare le spese legali.