Giro di vite per i furbetti della 104, ultime notizie 7 luglio: la ministra Valeria Fedeli decisa a prendere i dovuti provvedimenti in favore dei controlli
Giro di vite per i furbetti della 104, ultime notizie 7 luglio: la ministra Valeria Fedeli decisa a prendere i dovuti provvedimenti in favore dei controlli

Giro di vite per i furbetti della 104 – Dopo i raccapriccianti riscontri statistici relativi all’uso abnorme e probabilmente fraudolento delle precedenze della Legge 104, finalizzato all’ottenimento dei trasferimenti degli insegnanti nelle regioni del meridione d’Italia, la prima inquilina del Miur ha deciso di prendere i dovuti provvedimenti.

Le dichiarazioni della Fedeli in favore dei controlli sui furbetti della 104, presto un tavolo interministeriale per risolvere il problema

Le dichiarazioni della ministra Valeria Fedeli, in occasione della presentazione delle imminenti scadenze per il prossimo anno scolastico, non lasciano dubbi (almeno si spera): “Sì alla tutela dei diritti, no agli abusi: questa la linea sui controlli relativi all’utilizzo della legge 104. Dobbiamo agire a tutela di chi ha veramente bisogno. Per questo scriverò a Inps, Regioni e Ministero della Salute affinché sia aperto un tavolo per controlli e monitoraggi”.
Anche l’anno passato, quando scoppiò il caso Agrigento, l’allora sottosegretario alla Pubblica Istruzione, Davide Faraone, smosse per così dire le acque: monitoraggio a tappeto che, però, non ha avuto nessun esito operativo. Nessun caso di fraudolenza e nessuno perse il proprio posto di lavoro.

Il ruolo di TuttoScuola: è da tempo impegnata in primo piano contro il fenomeno dei furbetti della 104

Anche il quotidiano online TuttoScuola.com, a cui va sicuramente il merito di aver sollevato il caso di cui oggi stiamo parlando, sottolinea che non basta soltanto raccogliere i dati attraverso un monitoraggio, in quanto, se fosse così, diventerebbe solo retorica e mera constatazione.
Bisogna effettuare invece, nell’immediatezza della circostanza, i dovuti riscontri caso per caso. Solo così potrebbero realmente ‘stanarsi’ i cosiddetti ‘furbetti della 104’. A tal proposito, sempre la stessa fonte di informazione (TuttoScuola) illustra i dati relativi ai docenti facenti parte di questo vero e proprio esercito di lavoratori ‘poco fortunati’: 2.310 insegnanti della scuola dell’infanzia e primaria e ben 1.019 professori della scuola secondaria di primo grado che, nel Mezzogiorno, hanno ottenuto una sede di servizio più vicina a casa, fruendo, giustappunto, della precedenza prevista dalla legge 104, per l’assistenza dei propri familiari con gravi disabilità. Insomma, viene quasi da pensare che per stare meglio bisogna dimostrare di stare peggio.
Rimane solo un auspicio per porre fine ai ‘processi alle intenzioni’: fare assoluta chiarezza sulla reale situazione riguardante i casi presunti di abuso della Legge 104. Bisogna dare corso ai controlli a tappeto, come ampiamente auspicati, ieri l’altro, dalla stessa Ministra Valeria Fedeli.
Il Paese e soprattutto i lavoratori onesti hanno bisogno di giustizia contro i casi di abuso, tendenti ad ottenere vantaggi ai danni dei propri pari. La stessa ordinanza ministeriale, la n. 221 del 12 aprile 2017, al suo interno prescrive che “le dichiarazioni mendaci, le falsità negli atti e l’uso di atti falsi sono puniti a norma delle disposizioni vigenti e comportano l’annullamento del movimento ottenuto e la restituzione alla precedente titolarità o, in caso di indisponibilità di quest’ultima, all’ambito territoriale corrispondente alla medesima”.
Che dire, insomma, probabilmente il vento sta cambiando, ma ancora è troppo presto per dire che il problema sia definitivamente risolto. La giustizia italiana poi, con i suoi lunghi tempi, certamente non aiuta e non collabora a che vi sia, in concreto, una definitiva e tanto auspicata risoluzione di questo fenomeno, cancro reale della nostra società.
Sarebbe, pertanto, auspicabile che l’annullamento del movimento, di cui si fa riferimento nella sopra citata ordinanza, nel caso si accerti il falso, possa avvenire anche dopo un lasso di tempo superiore a quello previsto attualmente.

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Furbetti della 104, il popolo della scuola: azioni più concrete e non solo parole di solidarietà

In conclusione, i lavoratori della scuola chiedono alla ministra Fedeli i fatti concreti e non le solite dichiarazioni politiche per non scontentare nessuno. Un’azione di vigilanza seria che porti finalmente giustizia nel mondo della scuola e nei confronti di chi lavora da anni in questo comparto della pubblica amministrazione con solerzia e rettitudine.
Se non avviene efficacemente tutto questo, la ministra di turno rischia soltanto di apparire solamente come ‘la Fatina di Pinocchio’, colei cioè che per eccessivo buonismo o conclamata diplomazia rischia di rimanere assolutamente inascoltata da un popolo, quello della scuola, bisognoso sempre di più di atti concreti contro le ingiustizie e le malversazioni che ogni giorno sono palesemente presenti nella nostra società civile.
Fonte: TuttoScuola.com