Docente sospeso per sei mesi per post offensivo su facebook

Un docente che aveva usato un linguaggio particolarmente offensivo nei riguardi dei suoi studenti, oltre che dei suoi colleghi, ha ricevuto una sanzione di sospensione dal servizio per un periodo di tempo pari a sei mesi. La pesante sanzione inflitta al docente veniva confermata anche dal tribunale del lavoro di Milano che lo condannava anche al pagamento delle spese processuali per un importo di € 1.600,00. Sotto accusa diversi comportamenti giudicati fuori le righe ma in special modo una frase postata sul social network Facebook.

Il post su facebook

La frase incriminata che è costata al docente la sospensione dal servizio è una di quelle che si è vista postare spesso in molti gruppi facebook. “Nella scuola pubblica italiana va avanti solo il lecchinaggio, di gente che, per preservarsi la cattedra sul sostegno, lecca il fondo schiena al dirigente, per mettere il bastone tra le ruote al collega. VERGOGNA!!!!”. In questa esternazione pubblica del malcontento del docente il tribunale ha riconosciuto un atto fortemente lesivo specialmente dell’ immagine del dirigente scolastico.

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Reiterazione di comportamenti scorretti

Va da se che l’insegnante in questione era recidivo in quanto aveva anche cercato di contattare una sua alunna, oggetto di una nota ricevuta in classe per essersi presentata impreparata ad una interrogazione, sul medesimo social senza ottenere risposta. Circostanza questa che ha provocato nell’insegnante una reazione ironica esternata pubblicamente. Il giudice del lavoro, nel respingere il ricorso del docente, ha considerato anche la sua difficoltà a rapportarsi correttamente con la classe.

Evitare problemi

La vicenda descritta dimostra come i docenti siano sempre di più a rischio sanzioni per quanto manifestato pubblicamente. Tuttavia non sempre scatta un provvedimento dopo un post particolarmente ‘pepato’. Spesso ne vengono pubblicati a centinaia senza che succeda nulla. Ciò che conta è il ripetersi di situazioni simili e i comportamenti tenuti durante il lavoro. Tuttavia, resistendo alla tentazione di scrivere a caldo, sembra opportuno considerare la possibilità di lasciar trascorrere pochi minuti recuperando in tal modo la lucidità necessaria per scrivere un pensiero ‘meditato’.