Gli stipendi dei docenti sono in fortissimo ritardo ma l’attesa, stando alle ultime notizie, sta per cessare. Le ripetute proteste e segnalazioni di sollecito inoltrate dai docenti hanno forse prodotto il risultato sperato. In redazione ce ne è giunta una in cui viene descritto come sia stato necessario telefonare al Miur per avere informazioni sulla data di pagamento. La nota stonata in tutto questo è il rimpallo di responsabilità che si è verificato tra NoiPa e Miur contribuendo ad inasprire gli umori dei diretti interessati. Finalmente apprendiamo che gli stipendi di luglio sono in pagamento.

Le date di pagamento

Grazie a questa segnalazione, della quale ringraziamo l’autore, possiamo rimettere a questa riga il link del Miur con la comunicazione di due emissioni speciali di pagamento. Le informazioni riguardo alle emissioni speciali si trovano sulla sinistra della Home Page del sito. Come si può vedere nell’immagine che appare nella didascalia, il Mef ha comunicato ieri quali sono le due date predisposte per le emissioni urgenti previste per questo mese di luglio:

  • giovedì 13 luglio 2017;

  • mercoledì 19 luglio 2017.

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Conguaglio fiscale

Merita ricordare anche dalla rata di luglio verrà applicato il conguaglio fiscale. Tale applicazione dipende da quando l’Agenzia delle Entrate ha ricevuto il modello 730. L’Agenzia delle Entrate, infatti, elabora progressivamente i modelli ricevuti e invia i dati a NoiPA per l’applicazione del conguaglio fiscale. Per questa ragione molti si vedranno accreditare sul proprio conto corrente avranno una cifra più alta rispetto alla media.

L’epilogo

Sulla questione degli stipendi dei docenti si è molto dibattuto in questi giorni. Il Ministro Fedeli li vorrebbe raddoppiare e intanto l’Ocse ha bacchettato il nostro Paese per gli importi eccessivamente bassi. Gli sforzi compiuti dal governo per evitare i ritardi di pagamento si sono rivelati vani, come dimostra quest’ultimo ritardo che sembra finalmente giungere a conclusione. E su questo ritardo grava la mancanza di fondi, come ipotizzato da qualcuno e come negato con forza dal Ministero. Ancora pochi giorni e finalmente sapremo se potrà essere calato il sipario su questa situazione che definire incresciosa è poco.