Alternanza scuola – lavoro: manette al titolare di due centri estetici

L’alternanza scuola-lavoro stavolta finisce negli argomenti di cronaca nera. Il ministro Fedeli aveva esortato a denunciare i casi di sfruttamento senza esitazione. Sarà interessante conoscere la sua opinione sul fatto accaduto a Vimercate. Quello che documenta Milano Today purtroppo è ben altro e testimonia come l’alternanza scuola – lavoro possa diventare teatro di una delle più bieche e antiche perversioni umane. L’articolo originale reperibile a questa riga descrive come una delle ragazze abbia deciso di porre fine agli abusi sessuali, cui era stata costretta dal titolare di un centro estetico, raccontando il tutto ad un consultorio.

Il ricatto

Partecipare al progetto è condizione indispensabile per arrivare a conseguire il diploma. Consapevole di questo fatto un imprenditore monzese, titolare di due centri estetici a Vimercate, avrebbe aderito al progetto del Miur approfittando della sua posizione. La studentessa che si è poi rivolta al consultorio, circostanza che ha permesso alla Procura di Monza di arrestare l’uomo, ha raccontato di aver subito molestie durante il tirocinio. Gli agenti della polizia che hanno provveduto all’arresto dell’imprenditore hanno riferito che egli si è reso protagonista di atti di violenza sessuale sui minori.

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I fatti

Le indagini coordinate dalla Procura di Monza hanno accertato che l’imprenditore era riuscito a ridurre le ragazze a una totale dipendenza psicologica. Il ricatto costituito dal fatto che dal suo giudizio sarebbe dipeso l’esito finale della valutazione ha costretto la minore, che potrebbe anche non essere l’unica coinvolta nei fatti addebitati all’imprenditore, a subire le ‘avances’ con la scusa di vedere se era capace di fare i massaggi. Il tutto è andato avanti finché una delle ragazze, stanca di essere oggetto delle attenzioni morbose dell’uomo, ha deciso di raccontare tutto ad un consultorio. Da qui è partita la segnalazione alla Procura di Monza che ha fatto scattare immediatamente l’ordine di arresto. Per l’imprenditore sono scattate le manette ed ora sul suo capo pende l’accusa di violenza sessuale sui minori.