Chiamata da GM, lettera

Nelle GM del 2016 figurano diversi docenti della scuola primaria e dell’infanzia che hanno ottenuto il ruolo da Gae dopo aver ottenuto l’inserimento con ricorso. In vista delle prossime immissioni in ruolo che avverranno per il 50% da Gae e il 50% da GM si va configurando una situazione paradossale. In redazione è giunta una lettera firmata da alcune rappresentanti del gruppo FB RUOLO CON RISERVA E GM. La lettera comincia con questa titolazione: chiamata da GM, calpestando gli interessi dei bambini e la dignità dei docenti pedine nelle mani del MIUR. Ne riportiamo il contenuto integrale di seguito.
Gentile Direttore,
Vorremmo informarLa riguardo a quanto sta succedendo in questi giorni nel mondo della scuola.
Dal primo di settembre 2017, circa 15.000 alunni di scuola primaria e infanzia, in tutta Italia, perderanno alcuni dei propri insegnanti di ruolo per il mancato intervento del MIUR.
Siamo docenti assunti in ruolo regolarmente nel settembre 2016, grazie a un ricorso al Consiglio di Stato, in attesa di Merito. Nel frattempo, abbiamo sostenuto e vinto il concorso a cattedra 2016 che prevede l’assunzione da graduatoria di merito a fine luglio 2017. Secondo l’attuale normativa dovremo rinunciare alle nostre cattedre, ai nostri bambini e ai progetti già avviati per accettare un posto da concorso regionale (e non provinciale, una novità della legge 107). Non potremo rimanere e chiedere l’assegnazione nelle scuole nelle quali abbiamo già firmato un contratto triennale, ci costringono a lasciarle in balia di nuove supplenze temporanee. Da mesi chiediamo a Provveditorati, Sindacati e Ministero uno strumento che risolva questo nodo e garantisca la continuità, requisito fondamentale della scuola di qualità. Tra dieci giorni inizieranno le procedure di assunzione e noi saremo oggetto di un kafkiano gioco delle tre carte (neoassunti lo scorso anno, neoassunti anche quest’anno…siamo un risparmio per l’amministrazione). Dedichiamo tempo, passione ed energie a bambini e ragazzi, non ad oggetti, e ci viene chiesto – ancora una volta – di sacrificare o la loro continuità didattica o la nostra tranquillità lavorativa. Chiediamo visibilità per una questione – semplice da risolvere – che, se non verrà affrontata, danneggerà nuovamente il servizio ad alunni e famiglie.
La lettera si conclude con le firme di alcune di loro e con l’indicazione del link contenente la lettera inviata al ministro Fedeli all’inizio del mese.

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