Sentenza di merito del tribunale di Prato inserisce in GaE i laureati in Sfp.vo

I laureati in Sfp del vecchio ordinamento hanno il diritto ad essere inseriti in GaE. A distanza di qualche giorno dall’accoglimento di un appello da parte del Consiglio di Stato, arriva adesso il bis con un pronunciamento emesso dal Tribunale del lavoro di Prato. E si tratta di un evento da accogliere col botto e con i fuochi d’artificio in quanto è una sentenza di merito di I grado che arriva dopo due anni di iter giudiziario. Questo è quanto si legge sul sito dell’avvocato che ha ottenuto questo importantissimo successo. Una svolta autentica, la definiscono gli avvocati Bonetti e Santi Delia patrocinatori del ricorso, perché per i laureati in Sfp del vecchio ordinamento è la prima che arriva dopo la chiusura delle ex graduatorie permanenti avvenuta nel 2007. Precisiamo subito, a beneficio dei lettori, che in questo caso non c’entrano i decreti ministeriali del 2014 e anni successivi. Qui il cosiddetto Petitum è un altro, come proveremo a spiegare di seguito.

Il motivo del contendere

Come abbiamo ampiamente trattato in altre sedi, i decreti 235/2014, 325/2015 e 495/2016 sono stati impugnati presso il Tar Lazio. Fin qui eravamo stati abituati a seguire l’iter dei ricorsi per decidere dell’inserimento in GaE. Lo stesso scopo lo si può ottenere presentando un ricorso al tribunale del lavoro ma, a differenza dei ricorsi avanzati davanti al Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, occorre rappresentare al giudice come sia stato leso un diritto soggettivo del docente negandogli l’inserimento nelle predette graduatorie. La tesi avanzata è che egli mantenga tale diritto anche quando si laurea dopo il 2011, anno in cui la legge cambiò. Aver chiuso le Gae non doveva e non poteva precludere l’ingresso in queste graduatorie, anzi; occorreva effettuarlo con riserva, ossia in attesa del conseguimento dell’abilitazione mediante la laurea. In questo caso la ricorrente si era immatricolata dopo il 2007/2008 e si era laureata nel 2013.

La sentenza

Il Tribunale del lavoro di Prato ha motivato così la decisione di accogliere nel merito il ricorso: la lettera del suddetto art. 14, comma 2-ter, D.L. n. 216 del 2011 convertito in L. n. 14 del 2012, sia chiara nel consentire l’inserimento nella fascia aggiuntiva a chi abbia frequentato il corso di laurea in scienza della formazione primaria “negli anni accademici 2008-2009, 2009-2010 e 2010-2011”, purché effettivamente in possesso del titolo abilitante; così che ai fini dell’accesso alla graduatoria deve dirsi sufficiente che i docenti siano in possesso della laurea abilitante al momento della proposizione della domanda di inserimento, purché abbiano frequentato il corso di studi negli anni sopra specificati;

– una tale soluzione ermeneutica si impone in primo luogo sul piano testuale, ma trova conferma in termini di sistema giacché pretendere ai fini dell’accesso alla fascia aggiuntiva della graduatoria il conseguimento del titolo abilitante entro l’anno accademico 2010/2011 implica la generale inapplicabilità della disposizione qui di interesse;

– avendo, infatti, il corso di studi in scienza della formazione primaria durata legale di quattro anni, e già consentita (dall’art. 5-bis del D.L. n. 137/2008) la deroga al divieto di nuovi accessi in graduatoria per chi si fosse iscritto a quel corso di laurea nell’anno accademico 2007/2008, nessuno studente immatricolatosi negli anni successivi avrebbe potuto conseguire il titolo abilitante entro l’anno accademico 2010/2011, così che la disposizione de qua sarebbe priva di qualunque contenuto precettivo;

– ne discende, quindi, che la disciplina regolamentare si palesa in contrasto con la legge alla quale dovrebbe dare attuazione, in quanto, come si è visto, il D.M. 53/2012 subordina l’inserimento dei docenti nella fascia aggiuntiva, non semplicemente alla frequenza dei corsi in scienza della formazione negli anni di cui si è detto, ma all’ effettivo conseguimento del titolo abilitante entro il 2011;

  • le disposizioni della fonte secondaria devono essere, pertanto, disapplicate e, in accoglimento del ricorso, va affermato il diritto della ricorrente (in possesso della laurea dal 21.6.2013, v. doc. 8 fasc. ric.) all’ accesso alle graduatorie di suo intesse (classi di concorso “EEEE” primaria posto comune, “EEEH” primaria elenco sostegno, v. domanda amministrativa del 30.6.2015 sub doc. 9 fasc. ric.) a decorrere dal 1.9.2015 (data di pubblicazione delle graduatorie medesime), e, per l’effetto, in prima fascia delle GI per le corrispondenti classi di concorso, ella essendosi immatricolata successivamente all’anno accademico 2007/2008 e conseguito la laurea abilitante alla data della domanda amministrativa”.

    Fonte Avv. Santi Delia

Conclusioni

Non è esagerato definirla una svolta perché è basata su una logica interpretativa rigorosa. Insieme all’accoglimento dell’appello del Cds di qualche giorno fa, tutto questo costituisce materiale prezioso per i legali che stanno apprestandosi a presentare i ricorsi al Tar avverso il decreto 400/2017 del Miur di quest’anno. Qualora si intendesse aderire al ricorso si può cliccare su questa riga. Si rammenta la massima urgenza e tempestività di azione, specie per ciò che riguarda la domanda ( o diffida ) da inoltrare per raccomandata al Miur per l’inserimento in GaE, di cui conservare una copia da allegare al resto della documentazione.

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