Risarcimento da 2,5 a 12 mesi per Ue non basta

Sul risarcimento per l’abuso dei contratti a termine oltre i 36 mesi ci sono sviluppi. Al riguardo molti avvocati avevano avanzato dei dubbi sull’entità stabilita dalla Consulta. Ne avevamo già parlato non molto tempo fa in questo nostro articolo. Stabilire il risarcimento per un importo da 2,5 a 12 mensilità non basta a ristorare il precario. In proposito si registra l’orientamento della Corte di Giustizia dell’Unione europea. In sostanza viene detto che la Cassazione è stata troppo avara.

La Ue bacchetta la Cassazione

A Lussemburgo, ieri, i giudici della Ue hanno infatti dato impulso alla questione pregiudiziale sollevata dal Tribunale di Trapani. Quando non si stabilizza in ruolo il docente precario risarcirlo con quanto deciso dalla Consulta non può bastare. Questa è la tesi portata avanti dal tribunale siciliano. La Commissione europea ha osservato che tale trattamento è contrario al principio di proporzionalità e di equivalenza del diritto europeo. Appare più adeguato aggiungere almeno altri 12 mesi di risarcimento. Questo osservando quanto avviene nel settore privato dove si danno 24 mesi ai lavoratori licenziati.

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Motivi

A forza di accumulare contratti a termine si perdono altre occasioni lavorative. Per questo motivo si stabilisce una misura risarcitoria. Però il lavoratore dovrebbe anche dimostrare che avrebbe potuto vincere un concorso, se solo fosse stato bandito. Questo è impossibile, ha detto il Tribunale di Trapani: è una prova “diabolica”. Quando la Corte di Cassazione lo spiegò nelle motivazioni della sentenza n. 27384/2016 in molti rimasero perplessi. Limitarsi a rimborsare 2,5 mesi è decisamente poco. Per questo il tribunale siciliano ha chiesto alla Corte di giustizia, in via pregiudiziale, di pronunciarsi.

Fino a 60mila euro

La questione non è di poco conto. La misura dell’indennità suggerita dalla Commissione europea porterebbe a dover risarcire tutti i precari per somme superiori. In realtà bisognerebbe pagare anche 50/60mila euro. Per far questo necessita produrre tutti i contratti a termine stipulati negli anni, anche quelli di pochi mesi. Al superare la soglia dei 36 mesi scatta il conteggio per determinare la somma spettante.