Salvini: cancelleremo la Buona Scuola

La Legge denominata Buona Scuola va cancellata. Su questo concordano tutti i partiti di opposizione, Lega in primis. Il partito di Matteo Salvini è attivamente impegnato su questo fronte, come testimoniano le proposte presentate in questi due anni per apportare dei correttivi alla Buona Scuola. Salvini rilascia all’Ansa una dichiarazione in cui conferma l’impegno della Lega a cancellare la riforma.

La dichiarazione

Sono vicino agli insegnanti. Quando saremo al governo, garantiremo il rispetto della legge che stabilisce il diritto all’immissione in ruolo di tutti i vincitori di concorso. E mai più concorsi come quello legato alla “Buona scuola”, che assegna posti a casaccio, senza collegamento con le esigenze dei singoli territori, per cui poi ci si ritrova vincitori di concorso senza cattedra”. Lo afferma il segretario della Lega Matteo Salvini parlando della protesta degli insegnanti vincitori di concorso.

La proposta alternativa

Era stata illustrata qualche tempo fa dal responsabile istruzione della Lega, sen. Mario Pittoni. La proposta prevede candidati liberi di scegliere in quale regione eleggere il proprio “domicilio professionale” (norma europea già recepita dall’Italia) senza vincolo di residenza, per poi confrontarsi alla pari con gli altri iscritti nella stessa regione. La concorrenza tra regioni, ispirata ai principi del federalismo, innescherà tra l’altro un meccanismo virtuoso a vantaggio della qualità generale.

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A fianco della Terza Fascia

Lo scorso 23 novembre del 2016, il capogruppo della Lega Nord al Senato, Gian Marco Centinaio, aveva spuntato la calendarizzazione a Palazzo Madama delle mozioni sugli insegnanti precari. Nell’interrogazione che allora fu presentata al Ministro Giannini veniva chiesto l’impegno su un decreto che prorogasse i termini del provvedimento sui “Percorsi abilitanti speciali” per gli insegnanti della terza fascia con adeguati livelli di esperienza. Nel mirino è il comma 131 della legge sulla “Buona scuola”, per cui “a decorrere dal 1° settembre 2016, i contratti di lavoro a tempo determinato… non possono superare la durata complessiva di trentasei mesi, anche non continuativi”.