Idonei non ammessi al Tfa Sostegno: il Miur ci inserisca ai corsi, lettera

Gli idonei non ammessi al Tfa Sostegno reclamano attenzione da parte del Miur. Questo specialmente dopo le recenti pronunce del Consiglio di Stato che ha ammesso i non abilitati a sostenere le prove preselettive, argomento che abbiamo trattato in quest’altro nostro articolo, e la recentissima sentenza del Tar che ha giudicato illegittimo il numero chiuso per l’ammissione ai test.

Limitazioni inammissibili

La Giustizia Amministrativa continua a ribaltare gli orientamenti del Miur in relazione alle procedure concorsuali. La conferma di come una norma di rango primario non possa essere violata da una norma di rango secondario, come dalla gerarchia delle fonti del diritto, arriva dietro ad un ricorso al Tar patrocinato dagli avvocati Santi Delia e Michele Bonetti. Ma da Viale Trastevere non sono mai giunti segnali di distensione nei riguardi dei docenti, in special modo di quelli dichiarati ‘idonei non ammessi’. Per questo motivo hanno scritto alla nostra redazione pregandoci di diffondere il loro appello al Dicastero di Viale Trastevere.

La lettera

Spettabile Redazione,

sono un docente abilitato tramite TFA II ciclo e attualmente risulto “idoneo non ammesso” all’iter preselettivo relativo al terzo ciclo di “Specializzazione nelle Attività di Sostegno agli Alunni con Disabilità”.

Insieme a un nutrito gruppo di colleghi tutti “idonei non ammessi”presso le varie Università di Italia – pur avendo superato con ESITO POSITIVO tutte e tre le prove previste dall’iter preselettivo ministeriale – non ho avuto modo di rientrare nei posti prestabiliti dall’esiguo contingente deciso dal Ministero per ogni Università, il quale non potrà logicamente soddisfare la crescente richiesta di personale specializzato da affiancare ai sempre più numerosi casi di studenti con disabilità presenti nella Scuola Italiana.

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E’ infatti un diritto di questi studenti e delle loro famiglie, nonché obbligo per lo Stato Italiano garantire loro personale specializzato, così come già previsto dalle Legge 517/1977 e dalla Legge Quadro 104/1992.

Anche quest’anno quindi, visto l’esiguo numero di docenti specializzati o che hanno avuto accesso al corso di specializzazione, buona parte degli alunni con disabilità saranno nuovamente affiancati da personale non adeguatamente formato.

L’ingresso di colleghi non abilitati nell’iter preselettivo della specializzazione – che ufficialmente ha come pre-requisito l’abilitazione nella propria disciplina – lede non solo i diritti degli alunni con disabilità e delle loro famiglie ma anche chi, come me e tutti gli altri colleghi, ha conseguito negli anni passati la richiesta abilitazione disciplinare e che ora risulta idoneo non vincitore all’iter preselettivo del terzo ciclo di specializzazione al sostegno.

Il gruppo degli insegnanti “idonei non ammessi” chiede pertanto al Ministero di poter essere ammesso al corso di specializzazione in atto presso l’Università nella quale ha svolto e superato la selezione (l’ultimo previsto dalla Legge 107/2015), nonché di avvalersi dello stesso giusto ed equo trattamento riservato dal Ministro Giannini agli “idonei non vincitori” del precedente ciclo di abilitazione T.F.A., la quale aveva concesso a tutti gli idonei di accedere ai corsi attuati per quello stesso anno (2015) tramite la creazione di posti in deroga nelle stesse Università in cui è stato superato l’iter preselettivo, anche in virtù del fatto che i posti lasciati liberi nelle varie Università non sarebbero sufficienti a riassorbire tutti gli idonei che le stesse hanno prodotto, né a soddisfare la crescente domanda di docenti specializzati.