Poche immissioni in ruolo in Sicilia.

Nel 2017 ci saranno solo 2.169 immissioni in ruolo in Sicilia: cifra troppo bassa per coprire tutti i posti dell’organico. Per il prossimo anno scolastico, 2017/2018, si prevedono infatti ancora disagi per il personale docente e gli alunni sin dagli inizi della scuola. Poche immissioni in ruolo e pochissime supplenze a partire dal mese di settembre nella scuola. Precisamente, saranno immessi 544 docenti per il sostegno e 1.625 per i posti comuni così suddivisi: 218 alla materna, 304 alla primaria, 718 alla media e 929 al superiore. Pochi rispetto al totale nazionale (appena il 6,6 per cento) che supererà le 30mila unità.

Per la scuola siciliana si prevede un anno scolastico bollente 

Come verranno selezionati i docenti? Come molti docenti sapranno, i posti saranno coperti per metà dai vincitori degli ultimi concorsi a cattedre e per l’altra metà dai precari ancora inseriti nelle graduatorie provinciali ad esaurimento (le famose GaE). E’ una brutta notizia, soprattutto per i vincitori di concorso che si aspettavano altri numeri. Infatti, secondo le promesse annunciate prima del concorso gli assunti in Sicilia sarebbero dovuti essere 4.109 posti: il calcolo è semplice, resteranno esclusi i 3/4 dei vincitori di concorso.

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Circa 1.000 anziché 4.109 posti per i vincitori di concorso siciliani

Dopo le assegnazioni a tempo indeterminato e prima degli incarichi a tempo determinato, ad agosto ci sarà l’esito delle utilizzazioni e delle assegnazioni provvisorie (incarichi di un solo anno che possono essere assegnati anche a docenti siciliani che sono in servizio oltre lo Stretto). Questo significa che molti insegnanti siciliani chiederanno e otterranno l’avvicinamento a casa, anche se soltanto per 12 mesi. Per quanto riguarda invece il sostegno, molti posti andranno a insegnanti siciliani senza titolo, visto che i docenti specializzati sono pochi. Ai supplenti, quindi, resteranno gli spezzoni di orario e le supplenze brevi che conferiranno i presidi.

Una cosa è certa: a subire le conseguenze saranno come sempre i docenti, che avranno molto da lavorare, e gli alunni che resteranno senza insegnanti per diverse settimane.