Diplomati magistrali in GaE con riserva: chi lavora?

Per i diplomati magistrali fare chiarezza, giunti a questo punto della vertenza col Miur, è divenuto imperativo. Avevamo chiarito in questo nostro altro articolo quali siano le posizioni in cui si possono trovare. Adesso, chiusa la possibilità di aggiornamento delle sedi di II e III fascia, ed in attesa di novità da Cassazione e Plenaria, i diplomati magistrali si interrogano se il percorso intrapreso davanti ai giudici per veder riconosciuto il diritto ad essere immessi in Graduatorie ad Esaurimento permetterà loro a settembre un contratto da parte degli USP oppure no. Facciamo chiarezza perché, come chiariremo più avanti, i ricorsi non sono tutti uguali. Oltre alla differenza dovuta all’organo giudicante (Tribunale del lavoro oppure Tribunale Amministrativo Regionale), ciò che differenzia profondamente i ricorsi è la tipologia di sentenza. Qui ci soffermeremo sui ricorsi promossi davanti al TAR.

Le strategie legali

Nei mesi scorsi gli studi legali hanno messo in campo strategie legali differenti, tutte legittime e tutte corrette. In alcuni casi il percorso previsto portava ad una singola udienza, in altri casi a più udienze. Ad oggi, la situazione dei ricorrenti sostanzialmente si divide in ricorrenti in possesso di decreto monocratico cautelare e ricorrenti in possesso di ordinanza cautelare. Cerchiamo ora di spiegare quale differenza ci sia.

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Il decreto monocratico

Il decreto monocratico è il giudizio emesso dal singolo giudice che, pronunciandosi con urgenza, si prende la responsabilità di anticipare un giudizio che, per avere effetti di legge, deve necessariamente essere emesso collegialmente. Questo significa che il decreto monocratico non ha valore immediatamente operativo, tranne nel caso in cui l’avvocato abbia esplicitamente richiesto al giudice di inserire nella sentenza la specifica clausola di inserimento con la conseguente possibilità di stipula contratti a tempo determinato e/o indeterminato.

L’ordinanza cautelare

L’altro tipo di sentenza, l’ordinanza cautelare, è un giudizio collegiale emesso in camera di consiglio, ed è pertanto già operativo nel momento stesso in cui viene pubblicato. Non è necessario che nella sentenza venga esplicitata la possibilità di stipulare contratti: l’ordinanza ha il medesimo valore del merito, anche se si tratta di un giudizio ancora non definitivo. I docenti con ordinanza cautelare, infatti, vengono immessi in gae dagli USP senza necessità di ulteriori ricorsi in “ottemperanza”, e nelle gae non vedono la famigerata T che preclude i contratti e che invece è apposta nei confronti dei docenti muniti di decreto che non hanno promosso ottemperanza.