Scuola, immissioni in ruolo 2017/8 ultime notizie: suddivisione posti deludente, ecco perché

I numeri relativi alle immissioni in ruolo per l’anno scolastico 2017/8 deludono non solo per quanto riguarda la quantità di cattedre autorizzate ma anche e soprattutto per la suddivisione tra i vari livelli scolastici e aree geografiche. A sottolinearlo è il sindacato Anief che ha fatto presente come non si siano rispettati gli impegni assunti dall’amministrazione scolastica centrale per tutelare determinati insegnamenti, da anni penalizzati, e determinate province, dove occorre incrementare il numero di posti e di docenti di ruolo.

Scuola, immissioni in ruolo 2017/8: suddivisione deludente, penalizzati sostegno, primo ciclo e il Sud

In pratica, le immissioni in ruolo, che secondo i piani del Ministero dell’Istruzione dovrebbero essere effettuate entro il prossimo 14 agosto, sono state conteggiate considerando il 60% dei posti disponibili prima della mobilità degli insegnanti di ruolo. I precari abilitati all’insegnamento verranno assunti a tempo indeterminato per il 50% dei posti dalle graduatorie di merito del concorso 2016 e per l’altra metà dei posti assegnati dal Miur tramite le GaE, che dovranno peraltro essere ripubblicate a seguito dell’aggiornamento annuale svolto nei giorni scorsi e degli esiti dei ricorsi presentati per le tante esclusioni illegittime. Va però considerato che diverse migliaia di posti del contingente ministeriale non potranno essere assegnati perché molte cattedre di sostegno e di alcune classi di concorso risultano privi di candidati sia nelle GaE che nelle graduatorie di merito.

Anief, Marcello Pacifico: ‘Una coperta piccola che è stata anche messa male’

Il presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal, Marcello Pacifico, ha così commentato in una nota pubblicata sul sito ufficiale del sindacato: ‘Quello che delude è il fatto che la coperta utilizzata per coprire i posti era già piccola ma è stata anche messa male. Perché c’erano dei precisi impegni da parte del Miur che sono stati anche stavolta disattesi. Pensiamo, innanzitutto, al sostegno che dovrà accontentarsi di poco più di 13mila posti: in questo modo, assumendo così pochi specializzati, continueranno ad andare in deroga, su supplenza annuale fino al 30 giugno, almeno 35mila posti. Quindi, un docente di sostegno agli alunni disabili o con problemi di apprendimento ogni quattro continuerà ad essere precario. Rimane poi tanta amarezza perché l’assegnazione degli organici maggiorati per il Sud, le Isole e le aree disagiate o ad alto rischio dispersione e con difficoltà di assorbimento dell’offerta formativa avrebbe avuto senso se si fosse provveduto ad immettere in ruolo anche un maggiore numero di insegnanti tenendo conto delle stesse esigenze. Invece, non è stato fatto perché le aliquote adottate sono le medesime per tutte le province italiane”.

‘Quando arriveranno le assunzioni straordinarie per il primo ciclo, specie per l’infanzia?’

Non si capisce poi – prosegue Pacifico – quando arriveranno le più volte annunciate assunzioni straordinarie a favore del primo ciclo, in particolare della scuola dell’infanzia: ora se ne assumono appena 2.733. Ma i maestri degli alunni fino a sei anni sono stati esclusi prima dal piano straordinario della Legge 107/2015 e poi dal potenziamento degli istituti. Il risultato è che oggi i docenti della scuola dell’infanzia sono presenti in grande numero, ben oltre le 20mila unità, nelle GaE: le stesse graduatorie che il Miur continua a dirci di voler svuotare. Su come si possa attuare questo fantomatico progetto non ci è però ancora dato sapere”.

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‘La miseria di 15mila posti spostati all’organico di diritto è solo uno specchietto per le allodole’

‘Rimane poi il problema dell’eccessivo precariato tra il corpo docente italiano – ha continuato Pacifico – dopo i tanti proclami governativi sulla fine della supplentite, a settembre ci ritroveremo con le solite croniche 100mila supplenze annuali. Perché la miseria di 15mila posti spostati dall’organico di fatto a quello di diritto è stato solo uno ‘specchietto per le allodole’. La sostanza, fatta di consigli di classi che cambiano in continuazione e di allievi che si vedono mutare i loro docenti anche più volte durante l’anno, rimane di fatto immutata.

‘Chi governa la scuola continua la propria ostinazione nel blindare le GaE esaurite ai docenti di seconda fascia’

“A rendere ancora più difficile la situazione – ha concluso il presidente Anief – è stata l’ostinazione di chi governa la scuola pubblica nel blindare le GaE, spostando l’aggiornamento addirittura al 2019, e di alzare i muri contro i docenti abilitati della seconda fascia d’istituto, anche laddove le GaE risultano esaurite. Si è agito in modo pessimo: è stato come avere a disposizione una medicina per curare un malato, ma non averla potuta usare per una questione di principio. Tuttavia, siccome quando si parla di princìpi noi siamo ancora più determinati, la questione per 13mila ricorrenti ora passa nelle mani del Tribunale Amministrativo Regionale”.