Scuola, GaE infanzia ultime notizie: Miur risponde su potenziamento e immissioni in ruolo

Questa delega dovrebbe garantire maggiori assunzioni anche se – dice la Sgambato – “L’ampliamento dell’organico del potenziamento per la scuola dell’infanzia, come detto, verrà effettuato a partire dall’anno scolastico 2018/2019, e su tali posti verranno effettuate le corrispondenti operazioni di trasferimento e di immissione in ruolo.”
Ad ogni modo – prosegue la Sgambato – “corre l’obbligo di rappresentare che l’Amministrazione è, inevitabilmente, in attesa della prossima decisione dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato, la cui udienza si prevede per il prossimo mese di ottobre, che deciderà sul diritto o meno dei cosiddetti “diplomati magistrali” ad essere inseriti nelle graduatorie ad esaurimento. Anche alla luce della relativa pronuncia si potranno valutare le soluzioni più idonee per venire meglio incontro alle condivisibili aspettative di questa categoria di docenti, nonché le modalità e i tempi per una loro immissione in ruolo.
Ciò si renderà necessario, altresì, per rinforzare e attivare a pieno regime il Sistema integrato dalla nascita fino a sei anni, come definito dal decreto legislativo n. 65 del 2017, che con l’adozione del Piano di azione nazionale pluriennale sarà ulteriormente potenziato”, ha concluso il rappresentante del Governo”.

Includere scienze della formazione primaria

Non bisogna dimenticare che questo ampliamento dell’organico deve tenere in considerazione tutti gli abilitati in scienze della formazione primaria che in questi anni si sono sacrificati per il loro percorso di studi. Questo lo gridava a gran voce la stessa Sgambato in un post su facebook del 21 marzo 2017, dichiarando quanto segue: “non ho nulla contro i diplomati magistrali e credo sia stato corretto fare una battaglia per il riconoscimento del titolo abilitante. Tuttavia credo che la stratificazione legislativa degli ultimi anni abbia prodotto un vulnus che non fa bene alla scuola. E mi riferisco ora alla scuola dell’infanzia. Credo, per questo, che all’ingresso in GAE dei diplomati magistrali dovrebbe corrispondere un intervento a tutela dei diritti dei laureati in scienze della formazione primaria che sono stati certamente penalizzati nel corso di questi anni. Nessuno si permette di mettere in discussione il lavoro della magistratura, ci mancherebbe, ma credo che servirebbe più politica e che proprio la politica dovrebbe intervenire per risolvere i problemi e offrire soluzioni.
Quindi dovremmo elaborare un piano di formazione iniziale e reclutamento come fatto per la scuola secondaria che garantisca anche ai precari storici, ai giovani laureati e a chi sogna di fare questo bellissimo lavoro, un piano di immissioni in ruolo e una attenta e chiara valutazione dell’esperienza e del merito”.

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