Precaria 69enne firma il suo primo contratto a tempo indeterminato
Precaria 69enne firma il suo primo contratto a tempo indeterminato

Dopo una vita da precaria, una maestra siciliana di 69 anni, Bernarda Di Miceli, presto sarà assunta con un regolare contratto a tempo indeterminato. La firma in quel contratto potrà essere apposta grazie all’azione provvidenziale dell’avvocato della donna (nonché la figlia della stessa) che le ha permesso con un ricorso al giudice del lavoro di non essere depennata dalle graduatorie per raggiunti limiti d’età.

Dopo una vita da precaria, la meritata assunzione nei ruoli dello Stato

L’Italia delle cose impossibili ogni giorno sforna le notizie più stravaganti provocate direttamente dalla lenta burocrazia italiana. L’insegnate oggetto di questa storia si chiama Bernarda Di Miceli ed è anche una madre di 6 figli. Il suo primo incarico da supplente, pensate, inizia intorno ai primi anni settanta. Dopo oltre quarant’anni di precariato la protagonista, finalmente, scopre che la sua vita le offre una svolta, si fa per dire. Dal prossimo anno occuperà quella cattedra tanto attesa come insegnante nei ruoli dello Stato. Presto, infatti, firmerà il suo contratto a tempo indeterminato per poi apprendere che dovrà inevitabilmente andare in pensione.
Da quello che racconta l’insegnante circa i suoi esordi nel mondo del lavoro si scopre infatti che il suo primo incarico in qualità di supplente le viene assegnato nei primi anni del 1970. In quel periodo, non avendo ancora il telefono a casa, la lettera d’incarico le venne recapitata presso la sua abitazione direttamente dal bidello della scuola. Quelli erano altri tempi.
Molta acqua è passata sotto i ponti ma ancora una volta la maestra Bernarda si ritroverà a conoscere dei nuovi alunni (così come è avvenuto finora in tutti questi anni). Se pensiamo poi che quel primo incarico per Bernarda era stato una vera e propria conquista, non osiamo immaginare cosa rappresenterà oggi la sua assunzione a tempo indeterminato.

Bernarda De Miceli: la maestra precaria più anziana d’italia

A quanto pare la maestra Bernarda De Miceli, che oggi risiede a Corleone (PA), dovrebbe detenere il record di insegnante precaria più anziana d’Italia. Diplomatasi nel 1969-1970, dopo quella supplenza arrivata con quelle modalità di notifica, la De Miceli ha continuato come supplente ancora per qualche anno. Insomma, la sua carriera non è stata sempre costante e lineare. A tal proposito la stessa dichiara: «Poi, mi sono sposata e sono arrivati i primi figli. Dieci anni dopo, nel 1985, ho vinto il concorso a cattedre alla scuola elementare e non essendo rientrata nei posti, ho fatto l’inserimento in graduatoria, che allora si chiamava del ‘doppio canale’. Nonostante gli impegni di mamma e di moglie però la sua esperienza nella scuola prosegue. E continua: «Così è cominciata la mia lunghissima vita da precaria della scuola. Da una cattedra all’altra, sempre in giro per la provincia ma mai il tanto sospirato posto fisso. Proprio così. Sono passata da tantissime scuole. Mi alzavo all’alba, preparavo la colazione per la mia famiglia, mettevo un po’ di ordine e poi correvo verso il bus o il treno. Ho anche fatto l’insegnante di sostegno: un’altra esperienza eccezionale».

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Grazie al suo avvocato (sua figlia) la maestra Bernarda oggi potrà firmare il suo contratto a tempo indeterminato

Ma la storia di Bernarda, non finisce qua. La maestra siciliana racconta dell’altro: «Sono stata in graduatoria dal 1985 al 2013. Ma gli impegni familiari – sottolinea – non mi hanno consentito di accettare tutte le supplenze. Poi, in occasione dell’aggiornamento 2014-2017 il provveditorato agli studi di Palermo mi ha esclusa per raggiunti limiti di età. È stato merito di mia figlia che fa l’avvocato, Simona Santacolomba, se oggi sto per firmare un contratto per il ruolo. Io non avevo ancora compiuto 66 anni e tre mesi per appena 4 giorni e non potevo essere depennata dalla graduatoria. Così mia figlia ha insistito perché presentassi lo stesso la domanda di inserimento e facessi il ricorso al giudice del lavoro. Nel 2017 è arrivata la sentenza: ho il diritto di restare in graduatoria e per questo mi spetta l’assunzione».
Fonte: Leggo.it