FIT, costi e passaggi di cattedra: le nuove norme

La ratio contenuta nel decreto del MIUR per il conseguimento dei 24 CFU è quella di evitare la speculazione nel conseguimento dei crediti formativi necessari per conseguire l’abilitazione all’insegnamento. All’articolo 4 comma 1 (Contribuzione e diritto allo studio), leggiamo testualmente ” i costi di iscrizione, e conseguimento del certificato finale dei percorsi formativi di cui all’articolo 3 sono graduati dalle istituzione universitaria o academiche sulla base dei medesimi criteri e condizioni di cui alla legge 11 dicembre 2016, n. 232, articolo 1, commi da 252 a 267, ferma restando, presso le istituzioni statali, una contribuzione massima complessiva di €500, che é proporzionalmente ridotta in base al numero di crediti da conseguire. Non è dovuta alcuna contribuzione per l’acquisizione dei crediti curriculari e aggiuntivi, presso le istituzioni statali. Con ciò si chiude definitivamente l’epoca dei corsi a pagamento proposti da presunti enti accreditati presso il MIUR e quella dei corsi TFA dai costi spropositati, non ultimo quello del TFA sostegno attualmente in corso dove, in qualche caso, la retta arriva a toccare anche i €3500.

Contenimento della spesa

Il docente di ruolo che volesse fare il passaggio di cattedra dovrà svolgere le attività formative che verranno erogate presso gli atenei in collaborazione con le istituzioni dell’alta formazione artistica e musicale. Con ciò si è inteso facilitare il conseguimento di un altra abilitazione per coloro che sono già in ruolo. Come abbiamo già visto nell’articolo 4 del decreto di conseguimento dei 24 CFU la spesa massima sarà di €500. Atteso che per i docenti abilitati della seconda fascia il requisito del possesso dei 24 crediti non è necessario, così come per quelli sprovvisti di abilitazione ma in possesso di servizio di almeno 36 mesi, resta ancora da definire in quale modo si potrà accedere al FIT per una classe di concorso diversa da quella in cui si è abilitati.

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Fit per cdc diversa

Il decreto non chiarisce espressamente questo punto. Al riguardo, interpellato sulla sua pagina Facebook, è intervenuto Max Bruschi che ha inteso fornire una sua deduzione logica. Posto che il possesso dei 24 crediti resta escluso dalla questione, il nostro afferma che “chi è già abilitato, a leggere il decreto legislativo, può conseguire ulteriori abilitazioni in modalità ‘scorciatoia’ con percorsi brevi ad hoc.” Sembrerebbe, alla luce di queste considerazioni, che un docente abilitato debba sostenere in più soltanto la prova scritta. In questo senso avrebbe ragione di esistere il termine ‘scorciatoia’ per poter accedere al FIT con altra classe di concorso. Ad un occhio attento non sfugge che, qualora questa versione fosse vera, per effettuare il passaggio di cattedra convenga affrontare il FIT con l’attuale abilitazione, sostenendo il colloquio orale e l’anno di prova previsto dall’art.17, entrando dunque a pieno titolo nella categoria dei docenti di ruolo e seguendone lo stesso percorso formativo già illustrato più sopra.