Concorso 2018
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CONCORSO SCUOLA 2018: COME ACQUISIRE I 24 CREDITI FORMATIVI Con l’emanazione del decreto n.616 del 10 agosto 2017, il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca ha ufficialmente avviato il percorso di attuazione del decreto legislativo n.59 del 13 aprile 2017 recante “Riordino, adeguamento e semplificazione del sistema di formazione iniziale e di accesso nei ruoli di docente nella scuola secondaria”.
Com’è noto, infatti, l’art. 5 del d. lgs. 59/2017 ha introdotto un nuovo modello di reclutamento e formazione iniziale per i docenti, stabilendo (dal 2018 in poi) quale ulteriore requisito di accesso alle diverse classi di concorso – in aggiunta al titolo di formazione universitaria e/o accademica – il possesso di 24 crediti formativi universitari o accademici.
L’individuazione di settori disciplinari, obiettivi formativi, modalità organizzative nonché costi a carico degli interessati per il conseguimento di tali crediti era stata, tuttavia, rimandata all’emanazione di un successivo provvedimento attuativo.
Il decreto ministeriale appena emanato interviene, dunque, a regolamentare tali elementi. Più nel dettaglio, quattro sono gli ambiti disciplinari in cui poter acquisire crediti formativi, ovvero:
1) pedagogia, pedagogia speciale e didattica dell’inclusione;
2) psicologia;
3) antropologia;
4) metodologie e tecnologie didattiche.
Ad ognuno di essi corrispondono molteplici settori scientifico – disciplinari, individuati tra i 367 nei quali è attualmente organizzato l’insegnamento superiore nel nostro Paese.
 
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Comunque, la scelta degli ambiti di formazione in cui maturare il requisito minimo dei 24 crediti formativi non è interamente lasciata al libero arbitrio degli interessati,in quanto occorre garantire un numero non inferiore a sei crediti per almeno tre ambiti disciplinari diversi.
Quanto agli obiettivi formativi, il decreto vi dedica un intero allegato (rubricato sotto la lettera “A”) nel quale vengono esplicitate, per ognuno degli ambiti disciplinari, le conoscenze da acquisire in relazione ai rispettivi elementi di base utili all’esercizio della professione docente.
Per la pedagogia, ad esempio, si fa riferimento ai fondamenti della pedagogia generale, interculturale e dell’inclusione.
Per la psicologia, invece, agli elementi di base del funzionamento psicologico, dei processi di sviluppo e di adattamento degli studenti, con attenzione ai processi psicologico/cognitivi e affettivo/relazionali coinvolti nel contesto scolastico, così da poter promuovere la crescita attraverso una valorizzazione dei percorsi individuali.
Ma come, concretamente, è possibile acquisire tali crediti formativi? Innanzitutto, va premesso che i crediti varranno a prescindere dal fatto che abbiano forma:
• curricolare (ovvero conseguiti a seguito di attività formative inserite nel piano di studi del corso di laurea dell’interessato);
• aggiuntiva (ovvero conseguiti a seguito di attività formative svolte in forma aggiuntiva rispetto a quelle previste dal piano di studi del corso di laurea);
• extracurricolare (ovvero conseguiti a seguito di attività formative svolte senza essere iscritti ad un corso di studi).
Tuttavia, per essere validi, i crediti devono essere acquisiti esclusivamente presso enti afferenti al circuito universitario o dell’Alta formazione artistica, musicale e coreutica.
All’art. 3 comma 1, infatti, il decreto stabilisce che sono le Università e le Accademie, anche in convenzione tra loro, a organizzare – anche in maniera distinta per classi di concorso o gruppi delle stesse – i percorsi formativi finalizzati all’acquisizione dei suddetti crediti.
Peraltro, è previsto anche un limite alla formazione con modalità telematica, la cui validità viene circoscritta all’acquisizione di un massimo di 12 crediti.
 
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A conclusione del percorso formativo, l’ente universitario / accademico rilascerà un apposito certificato attestante obiettivi formativi raggiunti, insegnamenti svolti, settori disciplinari di afferenza, votazione riportata all’esame e, naturalmente, il numero di crediti conseguiti.
Per chi avesse già ottenuto crediti durante il percorso di studi universitari o accademici, tramite master universitari o accademici di I e II livello, dottorati di ricerca e scuole di specializzazione ovvero in forma extra curriculare, è possibile ottenerne il riconoscimento purché le attività svolte per il conseguimento siano coerenti con gli obiettivi e i contenuti formativi indicati nel decreto.
Per quanto riguarda, invece, i costi, vengono distinti, da una parte, i crediti in forma curricolare o aggiuntiva per i quali il conseguimento è gratuito (in quanto il relativo costo è già incluso nelle tasse di iscrizione ai corsi) e, dall’altra, i crediti extracurricolari per i quali viene fissato un tetto massimo di 500 euro che le Università e le Accademie statali possono richiedere per l’acquisizione dell’intero monte crediti.
Tale importo andrà ridotto proporzionalmente se il numero di crediti conseguibili è inferiore a 24. Da segnalare, infine, il prolungamento di un semestre nella durata “normale” del corso di studi, disposto dal MIUR per tutti gli studenti che accedono contemporaneamente agli insegnamenti dei percorsi formativi nei quattro ambiti disciplinari individuati, così da consentire loro di rimanere “in corso” e non perdere eventuali benefici di diritti allo studio (borse di studio, esoneri /agevolazioni sulle rette, buoni mensa, ecc.).
 
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Questi i punti salienti del provvedimento ministeriale emanato nei giorni scorsi che, tuttavia, non troverà immediata applicazione indistintamente per tutto il personale docente.
All’indomani dell’entrata in vigore del decreto legislativo 59/2017, infatti, si è aperta una fase transitoria che prevede anche procedure concorsuali ad hoc per i docenti già abilitati e per quelli che, pur non essendolo, hanno comunque maturato almeno tre anni di servizio come supplenti.
Per tali soggetti la partecipazione ai concorsi non sarà subordinata al possesso del “requisito aggiunto” dei crediti formativi.
 
UNICOBAS CIB SCUOLA&UNIVERSITA’ ENNA
Consulente Provinciale
Dott. Alessandro D’alio

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Marco Monzù Rossello nasce a Nicosia. Dopo la maturità classica si trasferisce prima a Catania e poi a Palermo dove consegue il diploma di laurea ISEF. Poco dopo, presso l’Università cattolica” Sacro Cuore” di Milano, consegue l’abilitazione all'insegnamento (SISS) nelle classi di concorso A029/A030. Successivamente, presso l’università degli studi di Roma “Tor Vergata”, ha conseguito la laurea magistrale. Presso l’università “Ca Foscari di Venezia ha acquisito la specializzazione per l’insegnamento del sostegno (SISS/SOS) classe di concorso AD00. Appassionato sin da subito al mondo della disabilità, tutt’oggi lavora in questo settore. Ex giocatore di pallavolo professionista, ha militato per 10 anni nella categoria serie B. Numerosi i corsi di formazione a cui ha partecipato, come pure i brevetti e gli attestati conseguiti. Attualmente svolge oltre alla professione di docente, anche quello di Segretario Regionale e Membro Nazionale del sindacato UNICOBAS SCUOLA E UNIVERSITA'.