Fit, nuovo reclutamento insegnanti: troppe criticità e scetticismi
Fit, nuovo reclutamento insegnanti: troppe criticità e scetticismi

Anief illustra alcune criticità del Fit. Sotto la lente d’ingrandimento ci sono le graduatorie ‘inutili’ dei futuri insegnanti, conseguenza del nuovo sistema di reclutamento e non solo. Un’altra critica che viene mossa al nuovo sistema di reclutamento pensato dal Miur riguarda l’eccessivo tempo per il percorso di formazione dei futuri insegnanti. Questa è l’opinione di Anief dopo la recente pubblicazione del decreto riguardante questo specifico argomento. Il nuovo sistema di reclutamento dei futuri insegnanti, prima del suo varo ufficiale, farebbe acqua da tutte le parti. Vediamo perché.

Il Fit secondo Anief: un percorso ad ostacoli troppo lungo, farraginoso e poco remunerato. Inoltre, non darebbe neanche la certezza di entrare in ruolo

Secondo l’opinione del sindacato professionale guidato da Marcello Pacifico, la strada da percorrere per i futuri docenti, prima che gli stessi possano sedersi a pieno titolo su una cattedra, sarebbe davvero lunga, faticosa e poco remunerata. Il grido di allarme lanciato dal sindacato Anief avrebbe delle basi solide. Questa tesi si sposa bene soprattutto perché prima dell’effettiva immissione in ruolo dei futuri docenti ci vorranno molti anni d’attesa: si parla di 2 anni per gli attuali insegnanti abilitati e almeno 4-5 anni per gli aspiranti laureati. Non solo, ma se guardassimo in avanti ci renderemmo conto anche che i vincitori di Concorso rimarrebbero al palo come precari per tanti e tanti anni.
Per quanto concerne poi la retribuzione dei futuri insegnanti le cose diventerebbero persino paradossali. Oggi un insegnante precario guadagna di più rispetto a quello pensato dal nuovo sistema di reclutamento. In quel caso, all’inizio l’aspirante docente percepirà una somma notevolmente inferiore rispetto all’insegnante precario attuale. Inoltre, sottolinea l’Anief, anche il suo iter (lungo e pieno di step) potrebbe essere da un momento all’altro interrotto per la non idoneità dell’aspirante. Così si perderebbe il diritto di concludere o continuare l’iter già svolto. Una sorta di precariato nel precariato!

Fit, Anief a proposito della cancellazione delle Gae e delle GM: è un atto totalmente illegittimo

Un’altra riflessione del sindacato riguarda l’illegittimità della cancellazione dalle Graduatorie ad Esaurimento e di quelle di Merito di chi possiede un contratto a tempo determinato. A tal proposito spiega Anief: “questi docenti, sempre con titoli e 36 mesi di servizio, come ci dice l’UE dal 1999, andavano assunti subito. Sono laureati, selezionati, abilitati. E per quelli che non lo sono, bastava riconoscere loro un anno di corso accademico per confermare l’abilitazione che hanno conseguito nel campo”.
Lo stesso Marcello Pacifico inoltre dichiara il suo scetticismo nei confronti della costituzione delle nuove graduatorie, definite dallo stesso ‘inutili’, le quali avranno l’obiettivo di assumere qualcuno in ritardo di tre anni rispetto alla loro immediata assunzione. Una lunga attesa per nulla, anzi a svantaggio degli stessi, in quanto questi ultimi sono già collocati in una posizione utile nelle graduatorie attuali. Non parliamo poi dell’assurdità rappresentata dai nuovi bandi riservati a questi insegnanti. Pacifico, in tal senso, sottolinea che già “un terzo dei posti destinati alle prossime assunzioni andrà vacante per il mancato aggiornamento e la chiusura delle GaE”. Nel contempo mette in guardia i futuri insegnanti da un’ulteriore pericolo: “Lo svolgere un contratto da supplente a stipendio iniziale dopo essere stato inserito nelle G.R.A.M.E. non equivale successivamente all’assunzione automatica nei ruoli”.

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Il Fit? Un nuovo modello escogitato per non tenere conto delle sentenze dei GdL e per non pagare i risarcimenti onerosi dei precari

Secondo il Presidente Anief si tratta dell’ennesima illogica decisione del Miur, parecchio distante dalle sentenze della Suprema Corte di Giustizia Europea: “il modello escogitato non tiene conto nemmeno delle migliaia di espressioni dei giudici del lavoro che condannano lo Stato italiano al risarcimento danni e al pagamento degli scatti automatici anche ai precari, oltre al fatto che la questione dei risarcimenti è tornata proprio in questi giorni a Lussemburgo per un nuovo esame”. Ma questa è l’Italia con le sue tante contraddizioni.
Fonte: Anief
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