La scuola per diventare genitori.

Essere genitori, di questi tempi, non è certamente un’impresa facile. Ma non tutti hanno consapevolezza e responsabilità del proprio ruolo, come purtroppo le cronache scolastiche ci riferiscono. Per molti la scuola è un luogo di parcheggio dove lasciare i figli per poter poi recarsi comodamente al lavoro. Per altri la scuola deve limitarsi soltanto a fornire un titolo di studio immediatamente spendibile per entrare nel mondo del lavoro. Altri ancora non si presentano ai colloqui per i genitori e mantengono le loro convinzioni completamente sbagliate che gli insegnanti abbiano tre mesi di ferie. Ma qualcosa all’orizzonte sta cambiando, con l’iniziativa al varo delle Camere di avviare una scuola per diventare genitori.

Il parere dell’esperto

Una legge è sicuramente molto utile, è opportuno che si affronti questo tema: c’è un problema culturale di genitorialità relativa alla maternità e alla gestione dei figli”, spiega Alberto Villani, presidente della Società italiana di pediatria e responsabile dell’Unità operativa di pediatria dell’ospedale Bambino Gesù di Roma. “Oggi non c’è una preparazione al ruolo di genitori, che non fa parte di un progetto ben definito e radicato. Non a caso l’Italia ha uno dei tassi di natalità più basso”. Così mamma e papà, impreparati, si muovono sulla scorta dell’emergenza: “il bimbo piange? Lo faccio dormire in mezzo al lettone. Non mangia? Lo inseguo con il cucchiaino e, quando crescono, non c’è interazione con i figli”.

Un ddl già pronto

La commissione Affari sociali della Camera sa esaminando una proposta di legge sulla formazione alla genitorialità. I lavori sono avviati, L’idea è accelerare dopo l’estate per tentare l’approvazione prima dello scioglimento delle camere. Il ddl porta le firme di mezzo gruppo del Pd. La proposta di legge prevede innanzitutto che il ministero della Salute dedichi almeno la metà delle ore dei corsi pre-parto agli aspetti psico-pedagogici dell’essere genitori. Poi, chiamando in causa la Pubblica istruzione, di introdurre nell’ambito del sistema scolastico dell’obbligo (materne, elementari e medie), “lo svolgimento di attività formative rivolte ai genitori aventi ad oggetto conoscenze psicopedagogiche pertinenti alle tematiche emergenziali e idonee ai differenti passaggi delle età dei bambini e degli adolescenti”. Infine, coinvolgendo gli enti territoriali, introduce servizi di mediazione familiare per “insegnare” a gestire separazioni e crisi familiari.

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Un aiuto ai genitori

Spetta innanzitutto ai genitori recuperare la dimensione dell’ascolto, quello autentico, nei confronti dei figli, non tralasciare la responsabilità e il rispetto delle regole, aver cura del proprio universo emotivo, perché l’analfabetismo dei sentimenti è oggi forse la causa principale dell’incapacità di gestire il proprio vissuto e di scegliere quindi i comportamenti in modo responsabile”, rileva la proposta di legge.

Fonte: Il Messaggero