Scuola, assegnazioni provvisorie ultime notizie: l'algoritmo Miur si 'mangia' i posti al Sud

docenti che hanno vinto i ricorsi contro i trasferimenti illegittimi imposti dall’algoritmo ministeriale occuperanno i posti al Sud destinati alle assegnazioni provvisorie interprovinciali. Come riporta l’edizione odierna del quotidiano economico ‘Italia Oggi’, l’algoritmo si ‘mangia’ le assegnazioni provvisorie interprovinciali: visto che il numero dei docenti che hanno ottenuto ‘soddisfazione’ dai tribunali è molto più alto rispetto al numero di posti disponibili, le assegnazioni provvisorie interprovinciali non potranno essere disposte. Anzi, si parla già di insorgenza di soprannumerari, in quanto i giudici non hanno disposto che i docenti venissero ricollocati solo sui posti disponibili.

Scuola, assegnazioni provvisorie ultime notizie: l’algoritmo Miur si ‘mangia’ i posti al Sud

Un caos destinato ad aumentare in quanto, fra breve, bisognerà fare i conti anche con i docenti che presenteranno, a loro volta, ricorso per non essere riusciti ad ottenere l’assegnazione provvisoria interprovinciale nonostante ne possedessero i requisiti.
In pratica, se al Nord resteranno libere moltissime cattedre e si riaprirà nuovamente la ‘caccia’ ai supplenti, al Sud, vi saranno più docenti di quanto sia necessario
Dunque, si prospetta un altro avvio di anno scolastico particolarmente difficile, nonostante le ‘tranquillizzanti’ dichiarazioni della ministra Valeria Fedeli. E’ chiaro che bisogna cercare di arrivare ad una soluzione attraverso un provvedimento legislativo, altrimenti la crescita esponenziale del contenzioso a cui la scuola pubblica italiana andrà incontro avrà come effetto l’incremento dei relativi costi a carico dell’erario. Da una parte lo Stato dovrà far fronte alle condanne alle spese di giudizio che, in base ai parametri attuali, potrebbe arrivare anche fino a 2.800 euro per ogni causa persa; dall’altra parte lo Stato dovrà cercare di coprire le cattedre che resteranno vuote al Nord tramite l’assunzione di supplenti. Senza contare il fatto che gli avvocati dello Stato si troveranno di fronte ad un enorme incremento di lavoro per l’effetto domino dei contenziosi che verranno presentati dai diretti interessati, decisi a far valere le proprie ragioni di fronte ai Tribunali.

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