Cattedre tolte alle Gae: di chi è la responsabilità?

Le docenti delle GaE infanzia si confrontano in rete sui motivi del ritardo del loro scorrimento in ruolo. Le colpevoli dimenticanze della politica e la mancata attivazione del potenziamento le costringono ad attendere ancora nel limbo. Al proposito ci sono due linee di pensiero circa l’origine di questo ritardo: una propende per l’ipotesi dello scavalcamento in GaE da parte dei ricorrenti; l’altra sofferma la sua attenzione sul fenomeno delle assegnazioni provvisorie. In base a quanto riportato dal portale Orizzonte Scuola, la responsabilità va attribuita interamente ai trasferimenti derivanti dalla mobilità.

L’imputato è l’algoritmo

L’algoritmo ministeriale che ha costretto i docenti del Sud a trasferirsi le regioni del Nord è stato giudicato illegittimo da diversi tribunali. In questi mesi sono state sciorinate migliaia di sentenze nelle quali il Miur ha dovuto soccombere di fronte alle pronunce dei giudici. Il dicastero di viale Trastevere è stato condannato ad assegnare tali docenti nell’ambito più vicino alla propria residenza. Questo perché l’algoritmo non è stato in grado di garantire correttezza e trasparenza nelle operazioni. E in questo contesto che va visto l’emendamento Puglisi che ha consentito le assegnazioni provvisorie.

Mobilità da fermare

Gli effetti di queste sentenze sono stati dirompenti sull’effettiva disponibilità dei posti vacanti e disponibili al Sud. I neo immessi in ruolo che hanno ottenuto l’avvicinamento mediante le assegnazioni provvisorie (anche in soprannumero) hanno sottratto posti ai docenti presenti in GaE ovunque. Non si sono salvati nemmeno i ricorrenti che hanno ottenuto l’inserimento con riserva nelle GAE. Questa considerazione già da sola lascia capire quanto gli scavalcamenti in GaE si siano rivelati assolutamente inutili. I posti sono stati tutti occupati dai docenti trasferiti, noti come ‘tappabuchi’, sottraendoli a tutti i docenti presenti in GaE. L’articolo chiude con la considerazione che in futuro la situazione è destinata a peggiorare perché il contenzioso crescerà in modo esponenziale a seguito dell’operazione di trasparenza chiesta dai sindacati riguardo al software che ha gestito i trasferimenti. Evidente, a questo punto, come l’unica soluzione possibile sia rappresentata dal rispetto del blocco della mobilità triennale prevista all’interno della legge 107.