Gae: chi ha il diritto a permanervi

Stabilire chi ha diritto a permanere nelle GAE è divenuta materia di discussione tanto negli uffici legali quanto nei gruppi Facebook dei docenti precari. Le polemiche divampano in seguito a convincimenti che partono da presupposti errati. Nessuno è esente da errori in questa fase e del resto sarebbe difficile non commetterne. Ben lo sanno gli avvocati che istruiscono i ricorsi per l’inserimento in GaE dei docenti abilitati della seconda fascia. Almeno, questo è il senso di una nota emessa dallo Studio Legale Bonetti e Santi Delia sul loro sito.

Creare il precedente

Ogni volta che si lavora ad un ricorso si mira ad ottenere una sentenza di merito che possa rappresentare l’apripista per i ricorsi successivi. Nel farlo bisogna sempre tenere ben distinte le categorie di abilitati in quanto sono diversi i presupposti per l’ottenimento del titolo. Il Consiglio di Stato ha recentemente accolto diversi appelli nell’ambito però di una fase cautelare e urgente, senza approfondire come è tipico della fase di merito. Questo significa che il giudizio finale potrebbe essere avverso per qualche categoria. È plausibile ritenere che la plenaria di prossima convocazione possa dare indicazioni sull’intero sistema delle GaE.

Gli ammessi

Fino adesso sono tre le categorie riconosciute dal Consiglio di Stato come aventi titolo a permanere nelle GAE. Si tratta dei diplomati magistrale ante 2001/2002 (anche linguistici), dei depennati e degli abilitati con la SISS. È importante ricordare come il Consiglio di Stato abbia ribadito come non sia possibile effettuare inserimenti dopo la chiusura del 2007. E da questo convincimento che si deve partire quando si ragiona sulla possibilità dell’ inserimento a pieno titolo per le categorie diverse (Tfa, Pas, ITP, AFAM). Mentre per i laureati in Scienze della Formazione Primaria del vecchio ordinamento, vale a dire i docenti per i quali la legge 53/2003 riconosceva l’inserimento in apposite graduatorie concorsuali, il quadro normativo si va sempre più perfezionando, diversa appare la questione dei diplomati magistrale. Vediamo dunque di spiegare il perché.

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La sentenza del 2014

Ormai è noto a tutti come il Consiglio di Stato abbia riconosciuto definitivamente il valore abilitante posseduto dal diploma magistrale conseguito entro il 2002. Poco importa che tale riconoscimento sia giunto dopo la chiusura delle graduatorie permanenti. I soggetti in questione andavano considerati già inseriti in GaE fin dall’anno di conseguimento del titolo, indipendentemente dalla condotta colpevolamente omissiva di Viale Trastevere.  Le obiezioni del MIUR sono da rigettare in toto perché è ragionevolmente impossibile pretendere che tali soggetti avessero la palla di vetro con la quale anticipare quella famosa sentenza del Consiglio di Stato del 2014.