Diplomati magistrale: diritto di replica

Diplomati magistrale in cattedra tra 40 anni. Questa la tesi sostenuta in un articolo apparso sul Corriere della Sera a firma Gian Antonio Stella. L’analisi del giornalista prende in esame lo “sbracamento del sistema” ed una “incontinente prodigalità di certi Tar.” L’analisi prosegue con l’esame del caso di Roma dove in graduatoria risultano con zero punti di servizio ben 4916 docenti pari al 91% del totale. Se la plenaria sarà favorevole saranno recuperati anche tutti quelli con la vecchia abilitazione, che studiarono non 18 ma solo anni, che non sono laureati, non sanno l’inglese, non hanno competenze digitali, non hanno mai fatto un concorso e neppure una supplenza. Gli interessati, e cioè i diplomati magistrale ante 2001/2002, non ci stanno a passare come scarti del sistema e replicano smontando queste tesi una ad una.

Non c’era bisogno del concorso

È vero che l’assenza di concorsi dal 1999 fino al 2012 ha prodotto solamente l’aumento a dismisura della graduatoria subordinata (la seconda fascia delle graduatorie di istituto) ma è altrettanto vero che ci si dimentica di ragionare sulla eccezione contenuta nell’articolo della Costituzione che recita che ai ruoli della pubblica amministrazione si accede solo tramite concorso. Questa eccezione potrebbe ben essere costituita dal possesso del titolo abilitante, come sancito nel 2014 dal Consiglio di Stato. Glissando sul piccolo refuso commesso dal giornalista circa la nascita delle GaE (il 2007 fu solo l’anno in cui fu cambiato il nome alle graduatorie permanenti già esistenti sin dal 1999 con la conseguente chiusura spesso derogata), ci si dimentica di dire che moltissimi dei docenti inseriti con zero punti si ritrovano con quel punteggio a causa della cattiva volontà dell’Usp di rettificarlo, nonostante essi vantassero diversi anni di servizio. Allo stesso modo può essere respinta l’ipotesi che tali docenti avessero quella posizione che li poneva al palo a causa del mancato interesse ad insegnare. Se l’esubero di personale non può essere assorbito né dalle scuole comunali né tantomeno dalle scuole paritarie, non si vede quale possa essere il sistema per maturare il punteggio necessario.

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Le competenze

Si può contestare anche l’assunto che i diplomati magistrali siano privi della qualunque competenza, che non abbiano mai affrontato alcuna procedura concorsuale e che non conoscano le lingue. E’ elevata la percentuale dei circa 50.000 diplomati magistrale che ha fatto ricorso al Tar possiede almeno un B2, ha proseguito gli studi conseguendo la laurea in scienze della formazione primaria ed ha affrontato anche l’ultimo concorso del 2016; sì, proprio quello dove le procedure di correzione degli scritti sono ancora in fortissimo ritardo mettendo in crisi scuole, dirigenti scolastici, e centinaia di migliaia di famiglie. La questione si risolve con l’aumento delle cattedre in organico di diritto. Ma di cosa stiamo parlando?