GaE, quando saranno esaurite? Previsione nefaste
GaE, quando saranno esaurite? Previsione nefaste

GaE esaurite non prima de 2057, ovvero fra 50 anni. È questa la prospettiva che un dossier di Tuttoscuola mette davanti ai docenti che ne fanno parte. Nonostante le passate promesse di ‘eliminazione’ dei vari politici, Renzi compreso, le GaE ci sono ancora. Il paragone con la Salerno-Reggia Calabria è quasi scontato. Ma come mai questa previsione così nefasta?

Chi sono gli iscritti in Gae?

Ci sono gli iscritti alle GAE? Le graduatorie contengono docenti con profili variegati: insegnanti laureati, vincitori di concorso o “idonei”, docenti con una lunga esperienza, supplenti annuali o fino al termine delle lezioni, che hanno curato l’aggiornamento professionale. Altri sono entrati in graduatoria grazie a sentenze del Tar e pronunce del Consiglio di Stato, senza la laurea, senza aver vinto un concorso e senza avere mai insegnato. Tutti, indipendentemente dal profilo, hanno il posto assicurato… prima o poi.

Diplomati magistrale: diritto di replica

Assunzioni future da GaE

Perché 50 anni per esaurire le GaE? Nei prossimi 10 anni, dovrebbero andare in pensione quasi 300 mila docenti, che costituiscono il 40% del totale. Di questi, 115 mila nella scuola dell’infanzia e primaria. Le immissioni in ruolo continueranno ad avvenire per metà dai concorsi e per metà dalle graduatorie ad esaurimento. Ma alle Gae potrebbero aggiungersi coloro che hanno presentato ricorsi al TAR (diplomati magistrale), motivo per cui le graduatorie ad esaurimento, almeno inizialmente, più che ad esaurirsi andranno ad allungarsi. Ad esaurirsi più lentamente saranno le graduatorie della scuola dell’infanzia. Di positivo resta un fatto: non possiamo prevedere come si evolverà la situazione dal punto di vista legislativo. La decisione della Plenaria avrà un ruolo non da poco. Si attende poi il potenziamento per la scuola dell’Infanzia. Marco Campione, commentando la questione, ha ricordato che si è intervenuti attraverso la delega 0-6, che porterà un aumento dell’offerta e alla statalizzazione di alcune sezioni comunali e l’anticipo pensionistico (Ape). Non resta che restare a vedere.

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Per ulteriori dettagli potete leggere il dossier di Tuttoscuola.

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