Mad sostegno.

Di seguito un’interessante comunicazione sulla MaD per il sostegno da parte di una nostra attenta lettrice, Lucia Russo.

A seguito della pubblicazione della circolare Miur n. 37381 del 29/08/2017 relativa alle Istruzioni e indicazioni operative in materia di supplenze al personale docente, educativo ed A.T.A.  in questo articolo vogliamo porre l’attenzione sulle modalità di attribuzione delle supplenze su posti di sostegno, regolamentate dal Miur nella sopracitata nota.

Facendo un salto indietro nel tempo e richiamando alla nostra mente la nota Miur prot. n° 11729 del 05/11/2013 – Ulteriori chiarimenti alla nota prot. n. 9416 del 18 settembre 2013, relativa alla  messa a disposizione di docenti specializzati sul sostegno, che stabiliva quanto segue:

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“I dirigenti scolastici possono procedere alle nomine di personale specializzato sul sostegno, ma non incluso nelle graduatorie di istituto di nessuna provincia, solo dopo aver accertato l’assoluta mancanza di personale specializzato inserito nelle graduatorie di istituto dell’intera provincia.”

Si evince che il Miur, già da tempo, ha ampiamente dato il dato il via libera alle supplenze su posti di sostegno e le ha ampiamente regolamentate.

Chi può presentare la MaD?

Nella nota Miur del 29/08/2017 di pochi giorni fa, viene ribadita l’esigenza, richiamata anche negli anni passati, di dare priorità alle supplenze relative ai posti di sostegno da assegnare agli aspiranti in possesso del titolo di specializzazione: ciò sia per le particolari modalità di individuazione degli aventi titolo e di conferimento delle supplenze stesse, che al fine di assicurare tempestivamente il sostegno agli alunni disabili.

Ma nella stessa nota è precisato che: ove si renda necessario attribuire la supplenza ad aspiranti privi di titolo di specializzazione per carenza totale di personale specializzato, sia incluso che non incluso nelle graduatorie di istituto, i dirigenti scolastici individuano gli interessati mediante lo scorrimento della graduatoria di riferimento e tramite lo scorrimento incrociato delle graduatorie d’istituto secondo l’ordine prioritario di fascia. Sempre nella nota è precisato che le domande di messa a disposizione devono essere presentate esclusivamente dai docenti che non risultino iscritti per posti di sostegno in alcuna graduatoria di istituto e per una provincia da dichiarare espressamente nell’istanza e, qualora pervengano più istanze, i dirigenti scolastici daranno precedenza ai docenti abilitati.

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Anche i docenti non abilitati possono presentare il MaD per il sostegno

E’ pertanto chiaro che il Ministero, consapevole della necessità che le scuole hanno di reperire docenti di sostegno e di assicurarli agli alunni disabili, abbia allargato le possibilità anche ai docenti non abilitati e contempli la possibilità da parte delle scuole di accettare le domande di messa a disposizione.

Allora ci chiediamo: se possono inviare la messa a disposizione esclusivamente coloro che non sono presenti nelle graduatorie di istituto ed i relativi elenchi del sostegno, perché limitare l’invio ad una sola provincia?

Considerando il grande flop del concorso scuola e la carenza di docenti di sostegno in molte regioni italiane – basti pensare che quest’anno solo nella provincia di Milano mancano 1400 docenti specializzati – perché non consentire a chi ha il titolo di studio o la certificazione specifica di mettere a disposizione la propria professionalità inviando la candidatura in più scuole e in più province, per avere più chances di essere chiamati?

Inoltre perchè non consentire a coloro che invieranno la MAD di potersi organizzare anche in base ad esigenze logistiche e geografiche, in seguito ad un eventuale incarico di supplenza che potrebbe giungere da scuole vicine alla propria città, senza necessariamente doversi spostare in funzione della scelta obbligata della sola provincia?

Non risulta che siano previste sanzioni per coloro che inviano la Mad in più istituti di più province. La messa a disposizione è un’istanza informale che può essere presentata in tutti gli Istituti scolastici italiani per candidarsi alla nomina di supplenza.