Buona Scuola Renzi: 97% docenti aderì allo sciopero solo per mancanza di comunicazione?

Avrete senz’altro letto le dichiarazioni dell’ex Presidente del Consiglio Matteo Renzi, il quale, nel corso di un suo intervento a Sistiana (Trieste) ha nuovamente ammesso gli errori del suo Governo sulla riforma della scuola, non per i contenuti della Legge quanto per la mancanza di comunicazione con il mondo scolastico.

Scuola, Renzi: ‘Abbiamo messo 7 miliardi, ma il 97 per cento degli insegnanti ha aderito allo sciopero’

Abbiamo sbagliato la comunicazione sulla scuola – ha dichiarato Renzi – Noi ci abbiamo messo sette miliardi e mezzo, ma il 97% degli insegnanti ha aderito allo sciopero. Quando succede una cosa simile qualche domanda uno se la deve fare”.

Peccato che la domanda l’ex premier non se la sia fatta il 6 maggio 2015, all’indomani della clamorosa manifestazione popolare che ha coinvolto tutto il movimento scolastico e ancora di più non se la sia fatta prima del 13 luglio quando il Parlamento ha consegnato la legge 107 sulla Buona Scuola nelle mani del Presidente della Repubblica, Mattarella (anch’egli certamente responsabile).

Pittoni: ‘La prossima volta Renzi dichiarerà di averne messi 14…’

A questo proposito, il responsabile federale scuola per la Lega Nord, onorevole Mario Pittoni, ha replicato duramente alle dichiarazioni dell’ex Presidente del Consiglio e fautore della Buona Scuola:
‘Davvero Renzi ha detto di aver messo 7 miliardi e mezzo sulla scuola? Solitamente parlava di 3 miliardi! Di questo passo la prossima volta mi aspetto ne dichiari 14. Per l’ex capo del Governo – ha dichiarato Pittoni – il 97% degli insegnanti avrebbe aderito alle proteste per suoi errori di comunicazione. In realtà il problema è proprio che la sua azione ha ruotato quasi esclusivamente sulla comunicazione, con ritocchi pasticciati su una macchina delicata, con l’unico scopo di raccogliere consenso facile senza adeguate risorse, come conferma il Def (Documento di economia e finanza del Governo). A fronte di periodici annunci dei democratici di miliardi assegnati alla scuola, la spesa per l’istruzione che nel 2010 rappresentava il 3,9% del Pil è calata al 3,6% e nel 2020 è previsto scenda addirittura al 3,5%…’.