Scuola, avvio anno scolastico: ‘Per combattere la diffidenza serve chiarezza’

L’onorevole Simona Flavia Malpezzi è intervenuta sulla questione riguardante l’avvio del nuovo anno scolastico, attraverso un post pubblicato sul proprio profilo Facebook. ‘Bisogna valorizzare gli insegnanti, puntare su di loro, formarli e reclutarti in modo diverso, questo il refrain più gettonato dagli intellettuali o dagli editorialisti sulle prime pagine dei giornali – ha scritto la Malpezzi – Qualcosa però sfugge: un nuovo sistema di formazione iniziale e reclutamento esiste, è stato approvato e risponde anche a molte delle osservazioni fatte con imperdonabile ritardo. Questa superficialità non contribuisce a combattere la diffidenza e a ricostruire un sentimento di fiducia che è il primo vero ingrediente che oggi serve per poter fare scuola bene.

Scuola, avvio anno scolastico: ‘Per combattere la diffidenza serve chiarezza’

La scuola è di tutti ed è bello che tutti parlino di scuola – scrive la Malpezzi – In questi giorni, i più importanti quotidiani nazionali sono pieni di articoli sulla scuola, il suo presente e il suo futuro. Ma parlano veramente di scuola? La raccontano la scuola vera?
Per combattere la diffidenza serve chiarezza. Ma serve anche che i nostri interlocutori siano pronti a confrontarsi senza pregiudizi. E noi dobbiamo essere capaci di correggere gli errori. Il potenziamento non va bene perché i profili degli insegnanti dati alle scuole non corrispondono alle richieste per i progetti? Miglioriamo il meccanismo ma non aboliamo l’idea. L’alternanza nei licei non funziona come dovrebbe? Bene, mettiamo in rete (lo stiamo facendo) le esperienze e le strategie che funzionano, ma non bocciamo il pacchetto completo.

Malpezzi: ‘Ricostruire insieme un clima di fiducia e di rispetto reciproco’

Ricostruire insieme un clima di fiducia e di rispetto reciproco è il pre-requisito necessario se davvero vogliamo cambiare la scuola. Perché oggi che le risorse sono state messe a disposizione possiamo elaborare insieme le modalità con cui utilizzarle. E dobbiamo impegnarci tutti a raccontare la scuola vera che non è semplicemente o soltanto quella dove tutto non va e non funziona niente. Quotidianamente stiamo dimostrando di voler migliorare il sistema: penso, per esempio, alla questione degli insegnanti di sostegno. Quelli che potevamo assumere li abbiamo assunti, gli altri mancano fisicamente. E allora ecco lo sforzo di provare a rendere strutturale un modello basato davvero sul fabbisogno.

Malpezzi: ‘Fare un reale saldo tra quello che va bene e quello che non va bene’

Ci vuole tempo per vedere i frutti del nostro lavoro ma sappiamo che rispetto a prima, oggi, l’anno scolastico si apre per i nostri studenti con più opportunità che andranno ulteriormente potenziate. Quelle dell’innovazione, dell’autonomia didattica, dei progetti di alternanza scuola lavoro, delle competenze, delle sinergie con il territorio, della formazione costante dei docenti.
Solo in questo modo si può fare un reale saldo tra quello che va bene e quello che non va bene, tra quello che abbiamo fatto e quello che ancora c’è da fare. Solo così si può decidere –insieme- come investire sulla scuola del futuro.