Mobilità 2016/2017: due importanti sentenze confermano alcuni errori
Mobilità 2016/2017: due importanti sentenze confermano alcuni errori

Notizie importanti arrivano riguardo alla Mobilità 2016/2017. Infatti, due recenti sentenze del Tribunale hanno confermato alcuni errori da parte dell’algoritmo. Buone notizie dunque per la FLC CGIL di Pesaro ed Urbino. Entrambe le sentenze hanno provveduto a chiarire la situazione su importanti aspetti della mobilità scuola 2016/2017, in particolar modo la numero 205/17 che mette in evidenza il cattivo lavoro svolto da parte dell’amministrazione scolastica, nello spiegare il corretto funzionamento da parte dell’algoritmo. Di conseguenza, il Giudice ha chiesto le dovute spiegazioni. Da tale impostazione scaturisce dunque l’accoglimento del ricorso per difetto di prova da parte del legale del sindacato.

Mobilità 2016/2017: riassunto delle due sentenze che confermano gli errori dell’algoritmo

Adesso vi faremo un riassunto di entrambe le sentenze che confermano gli errori presenti nell’algoritmo riguardante la Mobilità Scuola 2016/2017. La prima tratta di alcuni errori circa il trasferimento di una docente e spiega come il ricorso dell’avvocato Gabriele Belfatto nei confronti del MIUR vada accolto, poiché :’La convenuta si è costituita allegando che il trasferimento dei tre docenti indicati in ricorso nell’ambito della fase D era avvenuto su posti che resi vacanti e disponibili anche in seguito di trasferimenti in uscita nel corso della medesima Fase D e quindi su posti lasciati vacanti e disponibili dopo l’esaurimento delle operazioni relative alla fase C dei movimenti’.
Anche la seconda tratta di un errore di trasferimento riguardante una docente di sostegno. Anche in tal caso, il ricorso presentato dallo stesso avvocato Belfatto contro il MIUR, è stato accolto, per un motivo di punteggi. La convenuta, in tal caso, aveva 57 punti, ed aveva constato che altri colleghi, seppur con un punteggio inferiore ‘avevano ottenuto trasferimenti in ambiti indicati dall’istante’. Questo, poiché costituiva una violazione delle norme previste dal CCNI (che regolano appunto la mobilità), ‘chiedeva fosse ordinato alla convenuta il suo trasferimento al primo posto disponibile tra quelli indicati in domanda e non assegnati ai docenti con priorità assoluta’.
Qui di seguito il contenuto integrale delle due sentenze: