La legge anticyberbullismo
La legge anticyberbullismo è ferma!

La Legge anticyberbullismo (71/17) è un buon segnale! Esprime la volontà della società civile di intervenire sul fenomeno. Ora però occorre che il provvedimento sia accompagnato da decisioni e provvedimenti. Al momento, di questi non si hanno notizie.

La legge anticyberbullismo

Riporto alcune parti significative della legge 71/17:

“Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, è istituito presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, il tavolo tecnico per la prevenzione e il contrasto del cyberbullismo… redige, entro sessanta giorni dal suo insediamento, un piano di azione integrato per il contrasto e la prevenzione del cyberbullismo”.

“Le linee di orientamento di cui al comma 1, conformemente a quanto previsto alla lettera l) del comma 7 dell’articolo 1 della legge 13 luglio 2015, n. 107, includono per il triennio 2017-2019: la formazione del personale scolastico, prevedendo la partecipazione di un proprio referente per ogni autonomia scolastica”.

Alcune considerazioni

Per un approfondimento rimando all’ottimo intervento apparso su questo portale a firma di Claudia Scalia. Qui però intendo soffermarmi sull’assenza di notizie da parte del Miur.

Nello specifico non si hanno notizie dell’istituzione del “tavolo tecnico” che deve redigere il piano strategico e le linee guida per le scuole. La legge dà come termine perentorio trenta giorni dalla sua pubblicazione . E’ possibile che il gruppo ristretto sia stato formato. Quello che è certo è il silenzio! E questo preoccupa!

Non si hanno notizie di corsi approntati dagli USR, fatto eccezione per quello della Lombardia. l’iniziativa è facilitata da un pregresso organizzativo riportato nella nota “Si rende noto inoltre che quanto sopra esposto rientra in una azione organizzativa più ampia che l’USR Lombardia sta portando avanti”.

La proposta costituisce un iniziale punto di riferimento per i referenti anticyberbullismo d’Istituto, come il sottoscritto. Non è però sufficiente. E’ necessario “sentire” e “percepire” il supporto tecnico-organizzativo del Miur.

Personalmente sono impegnato con il 3° municipio di Roma per iniziative di contrasto e ho anche aperto una pagina FB ( Referenti Cyberbullismo) e altro ancora.  Quindi parlo da una posizione privilegiata, caratterizzata da contatti e relazioni. E’ così per tutti gli altri referenti?