Supplenze sul Sostegno: annus horribilis al Sud
Supplenze sul Sostegno: annus horribilis al Sud
Il quotidiano economico ‘Italia Oggi’ di martedì 19 settembre ha riportato la notizia relativa alla definizione del decreto che disciplina il conferimento delle supplenze ai docenti di sostegno
Ora si dovrà attendere il parere del Cspi per arrivare alla firma della ministra Valeria Fedeli con le opportune modifiche ed integrazioni suggerite.

Scuola, supplenze sostegno: pronto il regolamento, la continuità didattica prevale su graduatorie e punteggi docenti

In ogni caso, l’entrata in vigore della nuova normativa riguarderà il prossimo anno scolastico: quindi, le supplenze in corso andranno con le vecchie regole: sono almeno 40mila le supplenze attese per l’anno scolastico 2017/2018.
Uno dei punti fondamentali del nuovo decreto riguarda la prevalenza dell’aspetto relativo alla continuità didattica ed educativa degli studenti con disabilità rispetto alle ragioni professionali dei docenti a cui verranno assegnati i posti in base a punteggi e graduatorie.
Il dirigente scolastico diventerà, a tutti gli effetti, il tutore dell’interesse dello studente. Saranno principalmente due le condizioni che permetteranno la riconferma del nuovo contratto di supplenza:
primo, l’aver già lavorato nella stessa scuola l’anno precedente; secondo, l’ottenere il gradimento da parte delle famiglie.
Secondo il nuovo decreto, dopo le nomine dei docenti a tempo indeterminato, il preside deve verificare i posti in cui vi è necessità: la precedenza viene data ai docenti in possesso di specializzazione che hanno già lavorato l’anno precedente nell’istituto e che ottengano il favore delle famiglie. La nomina andrà accettata dal docente e comunicata all’Ufficio Scolastico territoriale in modo tale che il posto non vada più considerato per altra nomina.
La supplenza precedente dev’essere stata svolta dal docente per almeno 150 giorni continuativi e fino al termine delle lezioni, compresi i periodi di sospensione delle lezioni. Per i posti che dovessero risultare ancora scoperti, si potrà ricorrere a docenti non in possesso del titolo di specializzazioni che abbiano già lavorato nella stessa scuola, sempre per almeno 150 giorni.