Fedeli, notizie 21/9: 'il primo obiettivo che mi sono data l'ho realizzato'
Fedeli, notizie 21/9: 'il primo obiettivo che mi sono data l'ho realizzato'

Valeria Fedeli interviene a margine della presentazione di Didacta International dicendo “Dal primo giorno in cui sono arrivata qui, il primo obiettivo che mi sono data era di far iniziare l’anno scolastico 2017-18 con tutti i docenti in classe, credo che questo sia un obiettivo realizzato”. Poi parla anche dei vaccini e dei problemi che incontrano i genitori.

Obiettivo raggiunto per Valeria Fedeli

Il ministro Fedeli, citando la situazione scolastica attuale, ritiene che l’obiettivo di dare un buon avvio di anno scolastico sia stato raggiunto. I “calendari scolastici sono già stati fatti”, “tutte le scuole sono già state aperte”, “non c’è stata molta discussione sui media”… per cui “vuol dire che è andato tutto bene” afferma. Ha anche ammesso che “delle eccezioni ci sono sempre. Abbiamo visto in modo chiaro quali sono i profili professionali che potevamo assumere, ma che non c’erano, in particolare al Centro Nord di italiano e matematica. Su questo dobbiamo fare campagna di accompagnamento e chiarezza per i concorsi 2018. Nostro compito è arrivare all’anno scolastico 2018-19 riuscendo a colmare con il tempo indeterminato un’altra parte di docenti, per diminuire ulteriormente la cosiddetta supplentite, già scesa quest’anno a 82 mila supplenti, rispetto agli oltre 100 mila dell’anno scorso”.

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Vaccini e famiglie

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Il ministro Fedeli interviene anche sulla questione dei vaccini. “Abbiamo dei dati sul numero di bambini già vaccinati, ma sono ancora sparsi. Ci sono delle realtà in cui le percentuali sono molto alte e altre realtà in cui lo sono un po’ meno. Il monitoraggio lo si fa attraverso i dati che riceviamo dagli uffici scolastici regionali. A ogni modo, il dato riguardante i bambini già vaccinati e quelli che hanno scelto di vaccinarsi è abbastanza alto”.E ancora: “A volte le criticità per vaccinare i bambini sono più legate alla non attivazione immediata delle strutture esterne alle scuole, perché a volte bisogna restare anche due giorni al telefono per prenotare. È più un problema di questo tipo che non un problema legato alla volontà dei genitori”.

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