Contratto scuola e aumento stipendi ultime notizie: 'ministra Fedeli, non faccia la sindacalista'

Anief ha commentato le parole della Ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli, in merito al fatto che occorra ‘rimotivare gli insegnanti con buste paga adeguate. Alla Festa dell’Unità di Imola, infatti, il numero uno del dicastero di Viale Trastevere ha dichiarato: ‘Nel nostro Paese si è perso il riconoscimento della funzione sociale della professionalità dei docenti e del personale che opera nella scuola, lo si è marginalizzato. Ma quella dei docenti non può essere la professionalità meno pagata nel pubblico impiego. Il riconoscimento deve essere anche economico. E noi su questo ci impegneremo’.

Scuola, Fedeli: ‘Bisogna rimotivare i docenti, riconoscimento deve essere anche economico’

Il fatto è che non solo l’aumento di 85 euro lordi mensili è assolutamente insufficiente a colmare il danno economico subìto dai docenti in nove anni di blocco contrattuale ma addirittura questa somma sarebbe pure a rischio. Il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan ha ammesso che per la Legge di Bilancio 2018 “le risorse sono pochissime dati i vincoli di bilancio. Il Pil è migliorato ma non in modo tale da allentarli in modo significativo”.

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Contratto scuola e aumento stipendi: ‘I docenti non hanno bisogno di auspici impossibili’

Il Presidente dell’Anief, Marcello Pacifico, ha così commentato: ‘Ora, a fronte di prospettive così modeste a livello di risorse finanziare da inserire nella Legge di Bilancio, viene da chiedersi per quale motivo si continua a dire che ai docenti va dato un riconoscimento economico adeguato. I nostri insegnanti della scuola pubblica non hanno bisogno di auspici impossibili da portare a termine: sanno già molto bene che guadagnano meno di tutti in Europa dopo i colleghi di Grecia e Slovenia. Questi non sono, del resto, semplici opinioni ma dati statistici purtroppo ufficiali, emessi da organismi super partes.
Noi, abbiamo calcolato che per adeguare gli stipendi all’inflazione e praticare un aumento minimo soddisfacente, il Governo deve trovare 12 miliardi di euro. Invece, ammesso che si trovino, si arriverà nel migliore dei casi a 2,7-2,8 miliardi complessivi. Di questi, tra l’altro, manca anche una terza tranche, la più corposa, pari a 1,5-1,6 miliardi, sui cui cominciano a esserci seri dubbi di stanziamento, confermati dalle parole di Padoan. A tutt’oggi, quindi, i fondi già disponibili arriverebbero a coprire appena 36-37 euro lordi: dire che è una miseria, dopo nove anni di blocco contrattuale, è poco. A queste condizioni è evidente che non bisogna accettare la proposta ma andare di corsa in tribunale, per chiedere pure gli arretrati”.

Scuola, rinnovo contratto: ‘Aumento stipendio minimo tra le 210 e 220 euro mensili’

Anief-Cisal ricordano che gli arretrati vanno conferiti ai dipendenti pubblici dal mese di settembre 2015, come confermato dalla Corte Costituzionale. In pratica, va recuperato immediatamente il 7% dello stipendio rispetto al 14% perso negli ultimi decenni. Si tratta del valore percentuale dell’inflazione certificata, aumentato dal 2008, anno di blocco del contratto, e il 2015, anno del possibile sblocco. Si tratta non di spiccioli, ma di cifre importanti: 105 euro in media mensili che potrebbero percepire proprio se si sbloccasse quell’indennità, più altrettante legate al rinnovo vero e proprio del contratto vita natural durante. L’incremento netto in busta paga dovrebbe attestarsi, quindi, tra le 210 e le 220 euro.