Scuola, Miur all'esame della nuova Maturità: ipotesi in aula da soli, ecco come potrebbe cambiare

Numeri da record per lavorare nella scuola. Il quotidiano ‘La Stampa’ ha riportato i dati stimati da Miur e sindacati per quanto riguarda le richieste per l’aggiornamento o il primo inserimento nelle graduatorie di circolo e di istituto Ata terza fascia per il triennio 2017/2010: due milioni di domande, un numero raddoppiato a quello registratosi tre anni fa.

Graduatorie istituto Ata 2017/2020: è boom di domande, ecco i numeri da record

Il sindacato Anief sottolinea, in una nota pubblicata sul proprio sito, come in palio vi siano ‘diversi posti che gli Uffici scolastici possono assegnare annualmente, all’inizio di ogni anno scolastico, poiché privi del titolare: ad essere liberi, in tutte le circa 8mila scuole d’Italia, ci sono 12mila posti in organico di diritto, a cui va aggiunta una quota di posti non molto lontana per quelli in organico di fatto (con contratti da stipulare fino al 30 giugno dell’anno successivo) per vari motivi non computati dal Miur. Con circa 20mila posti da assegnare, significa che solo uno su cento, dei due milioni di attuali potenziali aspiranti, ce la farà a conquistare l’agognato posto annuale. Tra loro figurano anche molti laureati.’

Anief: Pacifico ‘Fa pensare questo alto interesse per lavorare nella scuola a stipendi sempre più bassi’

Il presidente dell’Anief, Marcello Pacifico ha commentato così questi dati eclatanti: ‘Fa pensare questo alto interesse per lavorare nella scuola, peraltro per compensi sempre più bassi, meno di mille euro al mese, i più bassi nella PA, se si fa riferimento alle tabelle dell’ultimo Contratto collettivo nazionale, nonostante le mansioni e responsabilità siano cresciute in modo esponenziale. Significa che la scuola rappresenta ancora un punto fermo nella società, sia per gli studenti che per chi vi opera al loro servizio. Malgrado i Governi facciano di tutto per scoraggiare. Ormai siamo al risparmio ad oltranza. Gli stessi precari più fortunati che stipuleranno un contratto annuale, pur lavorando su posti vacanti e disponibili, si ritroveranno tra le mani una supplenza priva delle mensilità di luglio e agosto. Salvo rari casi decisi dai dirigenti scolastici per cause di forza maggiore, – conclude Pacifico – saranno così costretti a presentare ricorso per recuperare gli stipendi dei mesi estivi, sottratti in modo illegittimo.’