Censura
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La censura ai tempi di Facebook.
La limitazione della comunicazione è una forma di controllo detestabile sulle libertà di espressione, di pensiero o di parola da parte di un’autorità che, nell’applicazione censoria, ha sicuramente già rinunciato per ciò stesso ad autorevolezza e democrazia a favore di un dominio autoritario sulla creazione e sulla diffusione di informazioni, idee e opinioni.
Più odioso, dannoso e improprio appare però questo tipo di azione quando i censori risultano essere dei soggetti mossi da motivazioni che nulla hanno a che vedere nemmeno con l’essere investiti da specifici ed effettivi ruoli di potere – siano essi di natura politica e/o amministrativa, della comunicazione –, ma che quasi sicuramente hanno a che fare con spicciole invidie e bassi motivi indotti dall’involuzione dell’animo umano.
Questo il panorama che ci si offre con la diffusione delle nuove tecnologie e dei new media, dove ad esempio le “segnalazioni” a fini censori contro un singolo o un gruppo vengono effettuate ad hoc per mettere un bavaglio.
Quando invece tale azione riprovevole viene mossa nei confronti di un gruppo facente parte di un Sindacato scuola libero, non legato con lacci e lacciuoli a partiti politici, e già ampiamente danneggiato dalla legge sulla rappresentanza sindacale (la legge “Bassanini” del Novembre 1997 ha, infatti, inaugurato un meccanismo elettorale indecoroso che impedisce la presentazione di liste nazionali, imponendo liste decentrate ed impedendo Assemblee dei lavoratori, a quei Sindacati che non raggiungano quota del 9,5% della rappresentanza elettorale Rsu), beh in tal caso l’azione censoria assume connotazioni deprecabili ed insopportabili.
Questo succede negli ultimi giorni ad almeno venti membri dell’Unicobas Scuola & Università di varie Provincie d’Italia, che si sono visti impedire in massa pubblicazioni di post che annunciavano l’organizzazione del Convegno di Napoli del 24 ottobre p.v., finalizzato al dibattito democratico contro i provvedimenti sempre più pesanti nei confronti
della scuola dalla famigerata L.107/15 in poi, con particolare riferimento alla sperimentazione del “Liceo Breve”.
Parecchi esponenti dell’Unicobas Scuola & Università, fra i quali la sottoscritta, si sono visti arrivare notifiche da Facebook che impedivano loro di pubblicare la locandina del Convegno, considerato impropriamente ‘spam’ (sic!).
I Convegni vengono organizzati dall’Associazione culturale Unicorno Altrascuola – soggetto qualificato alla formazione con Decreto MIUR 177/2000 – che ha storicamente organizzato Convegni di alto profilo culturale e di alta formazione e larghissima partecipazione: se ne possono verificare gli esiti sul canale Youtube: https://www.youtube.com/user/CIBUnicobas
L’attività censoria ha insomma subito un’involuzione nella società contemporanea che è quella della diseducazione al dialogo reale.
La cultura involutiva sta mettendo in campo prove di forza in mano a chiunque non abbia alcun titolo di autorità (cosa già grave) né autorevolezza.
Vige insomma una sorta di Index librorum prohibitorum che pensavamo fosse stato abolito, dopo soli 400 anni, nel 1966.
Cosa si vuole ottenere? La realtà riguarda la miseria dell’animo umano, l’incapacità al confronto, la paura che le verità esplicitate possano far svegliare qualcuno dal torpore culturale di questi tempi.
Le finalità sono evidentemente l’auspicato oblio di chi come Unicobas ha saputo non solo combattere in questi 30 anni di vita, ma anche vincere molto.
In fondo i furbi, gli affaristi, gli invidiosi e gli ignoranti si accontentano di dar sfogo alle bassezze censorie per trarne esclusivamente profitto (lucro a seguito di arronzate indicazioni e temerari ricorsi ‘l’un contro l’altro armato’, monopolio della comunicazione, monopolio della rappresentanza sindacale altrimenti pesantemente in crisi nella scuola reale). Ma una risata li seppellirà.
Barbara Gentili (dell’Esecutivo Nazionale dell’Unicobas)
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