“Ma a che ti serve la laurea?”
Una domanda frequente ormai, uno sfottò, una presa in giro verso rinunce, sacrifici e abnegazione.
Qualcuno decide addirittura di omettere il titolo di studi per avere più chance lavorative.
Ma perché?
Una laurea è un universo culturale inimmaginabile, un’apertura mentale differente, maggiori competenze da poter spendere nel mondo.
Scegliere un laureato significa puntare sul futuro, riconoscere il merito della conoscenza e credere nell’importanza della formazione.
Una laurea varrà sempre più di un diploma, specialmente nel mondo del lavoro e da oggi nessuno dovrà dir più #scemochisilaurea perché si merita questa risposta: “Scemo sarai tu che non ci provi neanche!”

N.B. Questa campagna è promossa da laureati che da qualche anno vengono superati da diplomati per l’insegnamento nelle scuole, ma che nonostante tutto continuano a credere e sostenere la formazione universitaria.
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La professione docente non si improvvisa

La campagna nasce dall’idea che per insegnare oggi ci sono dei percorsi specifici, in grado di fornire le giuste conoscenze e competenze; elementi di pedagogia e didattica sono fondamentali per garantire una progettazione oculata e una corretta e valida performance di insegnamento/apprendimento con gli studenti.
Nessun rancore, nessuna guerra, solo un principio di meritocrazia, parola ormai sconosciuta e bistrattata in Italia: calpestata senza se e senza ma.
Il link al Coordinamento di SFP nuovo ordinamento