Responsabilità civile e penale sui minori
Responsablità minori, qiualcosa si muove . Ora si attende la politica.


Responsabilità civile e penale sui minori
 da parte dei docenti. La sentenza 21593/17 , in molti casi non letta o poco approfondita, ha provocato delle reazioni scomposte, spesso dettate dall”ansia e dall’irrazionalità. Il codice civile ( art 2048 ) e le sentenze non aiutano a ragionare freddamente, in quanto condizionate dal caso specifico e dall’interpretazione dei giudice. Qualcosa però si muove…

Dopo la sentenza 21593/17

A settembre la Cassazione ha condannato il Comune e la scuola  per carenza di vigilanza su uno studente, investito dal pullman scolastico. Purtroppo la conseguenza è stata la più tragica: il decesso dello studente.
Il fatto è stato pubblicizzato dai giornali e da molte testate online con titoli parziali e fuorvianti. Questi evidenziavano la relazione tra la condizione di abbandono del bambino fuori scuola e la responsabilità di quest’ultima. Da qui incredulità, smarrimento e disorientamento e tanta rabbia tra i docenti.
Dopo qualche giorno la pubblicazione della sentenza ha chiarito il contesto. L’insegnante è stata chiamata in giudizio perché inadempiente rispetto ad una procedura contenuta nel regolamento d’istituto.  Quindi nulla di nuovo sotto il sole! La sentenza ha rivelato il suo carattere poco innovativo, rispetto a pronunciamenti pregressi.

Responsabilità civile e penale sui minori, resta il problema

L’orientamento giurisprudenziale dei giudici si fonda sul concetto di minore. Questo rimanda alla condizione di “incapacità di intendere e volere”.  Purtroppo questo profilo  definisce la sua condizione giuridica fino al compimento del diciottesimo anno di età. Nel 2012 la Cassazione con sentenza n°1769 ha  confermato tale condizione giuridica anche per soggetti prossimi alla maggiore età. Nel caso trattato la Corte ha ricusato la tesi che la ragazza stava uscendo dalla condizione di minorenne e quindi era in grado di valutare il pericolo.
Quindi tutto gira intorno al concetto di minore. Finché questo non è aggiornato o armonizzato con i nuovi contesti, è inutile inveire contro i giudici, i quali sono tenuti ad applicare la legge. Nel caso specifico l’art. 2048 del Codice Civile.

Un’interessante iniziativa per aggiornare il concetto di “minore”

E’ di questi giorni un’interessante petizione indirizzata al governo per ridefinire il profilo di minore. Nel concreto si chiede ” la legge  specifichi che non si considera mai abbandono di minore la normale attività autonoma dei bambini e dei ragazzi (come l’andare e tornare a scuola da soli, il giocare nei parchi pubblici o nei cortili senza sorveglianti, lo spostarsi in quartiere o in paese in autonomia), e che nessun genitore, insegnante, educatore o preside possa essere considerato responsabile di abbandono in queste condizioni”.

Qualche dubbio fondato sulla politica

Fra non molto  la “palla” passerà al governo e nello specifico al Presidente Gentiloni e al Ministro della Giustizia e dell’I. Troveranno del tempo per riflettere e decidere rapidamente sulla questione, dove è in gioco anche l’autonomia dei nostri ragazzi? Nutro dei forti dubbi, dovuti alla scarsa attenzione  ai problemi dei ragazzi. La Legge 71/17 ( cyberbullismo) è l’ultimo esempio. Nonostante il cronoprogramma contenuto in essa, tarda la costituzione del tavolo tecnico, le linee guida…