Ore di sostegno assegnate ai docenti non specializzati; quando è possibile la compresenza

Le supplenze su posto di sostegno, a causa della mancanza di docenti specializzati, si sa che spesso sono attribuite ai docenti precari della seconda e terza fascia delle graduatorie d’istituto. Purtroppo accade che in molte scuole i coordinatori, ignorando la normativa vigente, realizzino una ripartizione di dette ore di sostegno completamente sbilanciata. Uno di loro ci scrive in redazione chiedendoci chiarimenti sul suo caso.

Il caso in esame

Al momento dell’attribuzione delle ore di sostegno ai supplenti, il coordinatore decide di attribuire due casi afferenti al comma 3 della legge 104 ad una sola insegnante non specializzata. Per meglio comprendere il motivo della doglianza della scrivente, specificheremo che lo studente è seguito per un totale di circa 22 ore dall’assistente dell’ASL, mentre per le restanti 4 ore del tempo scuola viene seguito dal docente di sostegno. A questo punto accade che la docente in questione si viene a trovare in particolare difficoltà nella gestione del ragazzo a causa delle sue frequenti crisi. Nonostante essa abbia chiesto al coordinatore di avere nelle 4 ore la compresenza con l’assistente, oppure con un altro collega,questi opponeva un netto rifiuto adducendo come motivo che non si poteva fare per legge.. Ci chiede se tale condotta sia giusta e quali misure a sua tutela possa adottare per risolvere questo problema.

Cosa prescrivono le nuove normative

Non è scritto da nessuna parte che il docente per il sostegno e l’assistente all’autonomia e alla comunicazione non possano trovarsi in servizio nello stesso orario (contemporaneità). Se è necessario, infatti, in base alla diagnosi funzionale e al parere dei docenti e del Glho, specificato nel PEI, entrambe le figure possono lavorare contemporaneamente e tale compresenza è legittima.

Ciò premesso, dato che lo studente è certificato con art. 3 c. 3 della legge 104/92, in base alla sentenza della Corte Costituzionale, gli devono essere riconosciute 18 ore di sostegno (docente), pari al rapporto 1:1. Nei casi di disabili gravi è possibile che il docente, a maggior ragione privo di specializzazione, è in diritto di chiedere la compresenza. Qualora il coordinatore si rifiuti di adeguarsi a queste disposizioni, dal momento che questo non è coerente con quanto afferma la normativa oggi, questi rischia di essere citato in giudizio dal docente che non ha ottenuto la giusta ripartizione oraria.