Contrasto al cyberbullismo
Cyberbullismo. L'informazione non può essere l'unica risorsa delle scuole per combattere il fenomeno

Il contrasto al cyberbullismo non può essere ridotto ad una semplice informazione. Questa rassicura, ma non risolve il problema. E’ necessario un lavoro in profondità che coinvolga il ragazzo, il suo mondo e le sue modalità espressive sempre più virtuali.

Il contrasto al cyberbullismo, l’informazione dilagante

La Polizia Postale e delle Comunicazioni sta intensificando gli incontri nelle scuole per arginare i fenomeni del grooming ( adescamento sessuale nel web ) e del cyberbullismo. Quest’ultimo si declina nel furto d’identità, negli insulti in social publbici e privati e nella forma estrema del cyberstalking.
Va ringraziata per questo impegno!
Stesso apprezzamento lo rivolgo anche ai  tanti  docenti che organizzano questi momenti.
Questi incontri, possono, però, risultano inefficaci nel tempo. Fermarsi alla superficie, per via dell’incapacità di coinvolgere  il profilo formativo del “nativo digitale”. La definizione rimanda ad una condizione temporale, ma non all’acquisizione di competenze e atteggiamenti critici nell’uso delle Tic. Quest’ultimi, nonostante il processo di descolarizzazione strisciante, possono essere conseguiti solo dalla scuola. E invece…

La formazione, il campo “naturale” dell’istituzione scolastica

Nel mio girare”  tra le scuole constato spesso che non esistono progetti di informatica e quindi i laboratori sono chiusi, le Lim utilizzate solo come videoproiezione, i tablet chiusi in stanze e dimenticati…
L’informatica è spesso ridotta a ornamento, riempitivo di vuoti, lasciati dalle altre discipline. In questa desolazione formativa gli incontri rappresentano delle interessanti parentesi. Niente più!
In altri termini, l’informazione, pur necessaria, portata avanti dalla Polizia Postale  non potrà mai trasformarsi in formazione. Questa è materia della scuola che però preferisce ritirarsi verso i porti più sicuri  dei contenuti e delle abilità di superficie. Sono necessarie capacità e tempo per conseguire la necessaria competenza per navigare in modo sicuro, consapevole e critico nel Web. E aggiungo docenti “appassionati”.

Il progetto, l’opportunità più efficace per la scuola

Da qui la necessità di un progetto efficace di  contrasto al cyberbullismo e dintorni.
In questo ci aiuta Il World Economic Forum che ha stilato un elenco di competenze digitali che i nostri ragazzi devono avere.
a) Gestire la propria presenza online connessa con la  reputazione  ( Digital Indentity );
b) individuare ed evitare i rischi dell’adescamento sessuale, del cyberbullismo… ( Digital Safety );
c) riconoscere le attività dell’ hacking e dell’ ‘ingegneria sociale ( social engineering ), le tante truffe online e attivare  comportamenti adeguati per evitare che i propri dispositivi ne siano coinvolti ( Digital Security );
d) prolungare la propria intelligenza emotiva anche nel web ( Digital emotional intelligence );
e) essere in grado di collaborare online utilizzando ad esempio la Suite Google… ( OnlineCollaboration  );
f) acquisire un’adeguata consapevolezza dei diritti digitali che fanno riferimento alla privacy, al copyright e all’oblio.

La formazione, la “dimensione alta”, l’obiettivo della scuola

Il progetto non può riguardare solo gli studenti, ma anche i docenti. In particolare se si realizza la seconda condizione, è possibile costituire una struttura permanente in grado di dare autonomia e continuità progettuale all’Istituto scolastico.  L’obiettivo può essere favorito anche dalla nuova figura del referente “cyberbullismo” ( art. 4 Legge 71/17)  A questo si aggiunge che la realizzazione del progetto conferma l’attenzione della scuola verso “il piano alto” della formazione. Solo la presenza di quest’ultima giustifica la presenza della scuola nella società liquida. Diversamente è preferibile decretarne la chiusura!