Si è minori fino a diciotto anni.
Si è minori fino a diciotto anni.

Si è minori fino a diciotto anni. Sempre!  Qualche giorno il Miur è intervenuto sul caso del ragazzo investito dallo scuolabus e deceduto. E’ sua convinzione che lo spartiacque tra una condizione di minorità stringente ed una più leggera che consenta spazi di autonomia controllata,  sia il compimento dei quattordici anni. E’ un’opinione! La Cassazione è di altro parere!

Il commento del Ministro Fedeli sui minori

Sul sito del Miur è stata riportata la dichiarazione del Ministro. “Le scelte e le decisioni dei presidi, in materia di tutela dell’incolumità delle studentesse e degli studenti minori di 14 anni, sono conformi al quadro normativo attuale, come interpretato ed applicato dalla giurisprudenza… Le disposizioni si attuano in genere a tutti i minori, anche se, già a partire dai 14 anni, si considera che il minore abbia maturato una certa capacità di intendere e di volere intesa come sua idoneità alla autodeterminazione, nella consapevolezza dell’incidenza del proprio operare sul mondo esterno.” 

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“Il quadro normativo in sintesi”, un’opinione discutibile

Una breve chiosa. Il Ministro mette in relazione la sentenza con l’art. 591 c.p. Nel pronunciamento, non esiste traccia del suddetto articolo. L’elemento decisivo è la disapplicazione di una procedura prevista nel Regolamento d’Istituto e non l’età dello studente.
Detto questo, la lunga dichiarazione del Ministro  è seguita dall’illustrazione del quadro giurisprudenziale  che ripercorre a grandi linee e quindi con una certa indeterminatezza  il pensiero della Massima Corte sulla “Culpa in vigilando”.
Non condivido l’opinione del Miur che individua nei quattordici anni (torna ancora come elemento decisivo) il passaggio ad una condizione di minorità più consapevole e autonoma. In altri termini si è relativamente “incapaci di intendere e volere”. Da qui la sensazione di assolutizzare sempre e comunque una condizione di maggiore consapevolezza, dimenticando che questa, anche se in un contesto diverso  è rimessa all’interpretazione del giudice (art. 98 del Codice Penale).

Una sentenza “sconvolgente” e dimenticata

Nel febbraio del 2012 la Cassazione si pronunciò su un caso di una sedicenne, decretando che si è minori fino a diciotto anni. Nulla di nuovo sotto il sole! Le  sentenze non sono mai rivoluzionarie, partono sempre dai codici e da pronunciamenti pregressi. Eppure… 
Brevemente il fatto. La ragazza  dopo aver fumato uno spinello con i suoi compagni in gita scolastica, scavalcava  il parapetto di un balcone di un albergo, per fare una passeggiata notturna sulla terrazza scarsamente illuminata. La studentessa  cadeva dalla terrazza, perdendo totalmente la sua motricità.
Leggendo la sentenza si ha la certezza che i giudici ritengano la ragazza “incapace di intendere e volere”. Diversi sono gli elementi che i giudici presentano: la presunzione di responsabilità dei docenti( art.2048 c.c.), che ha natura contrattuale e non extracontrattuale, il richiamo alla vigilanza ” perché il rischio che, lasciati in balia di se stessi, i minori possano compiere atti incontrollati e potenzialmente autolesivi…” ( Sentenza 1769/2012  pag.9) anche se prossimi alla maggiore età.

Si è sempre minori fino a diciotto anni 

Dunque, si è minori fino a diciotto anni. In contesto giuridico, il trasferimento di questa condizione, ad altre situazioni anche diverse, è molto frequente. Nei casi che rientrano nella “culpa in vigilando” o “organizzando” (Dirifenti Scolastici)  egli deve valutare solo il grado di imprevedibilità dell’evento.Tutto il resto secondario  Quindi…
“Dura lex, sed lex”. Principio difficile da accettare per noi docenti, condizionati da istanze pedagogiche. Purtroppo però, i giudici sulla loro scrivania hanno i codici e le sentenze. Non M. Montessori!