Scuola, formazione docenti: è o non è obbligatoria?
Scuola, formazione docenti: è o non è obbligatoria?

Secondo Snals, la formazione dei docenti della scuola non è obbligatoria, o almeno non nel senso in cui viene interpretata da molti. La legge non stabilisce che frequentare i corsi è obbligatorio, né obbliga il collegio dei docenti a quantificare le ore di formazione. “La formazione è oggetto di contrattazione”, afferma il sindacato. In effetti, la legge è tutt’altro che chiara in proposito. Proprio per questo, l’interpretazione diventa soggettiva. Per fare un semplice esempio, circola da tempo l’obbligo delle 125 ore in tre anni, ma in realtà questo obbligo non esiste. Non esiste nemmeno l’obbligo per il collegio docenti, di istituire moduli di almeno 25 ore di formazione. Cosa significa tutto questo?

Formazione docenti: obbligo o scelte?

I docenti dovrebbero essere una categoria che non prende sotto gamba la formazione, e forse (sottolineiamo il forse) lo spirito della legge 107 era proprio questo. Molti però, a dire il vero, fanno autoformazione indipendentemente dalle nuove disposizioni di legge. Allora dove sta il problema? Proprio nella mancanza di chiarezza sull’obbligo. Non vengono quantificate ore, non vi sono sanzioni in caso di mancato adempimento, non è specificato nulla di nulla (obbligo a parte). La materia è di competenza contrattuale, ma nessun contratto collettivo ne fa parola. Lo Snals di Modena fa notare sulle famose 125 ore di aggiornamento e di formazione che semplicemente “non esistono…Una bozza di circolare dice che ai sensi di una norma della legge 107 che parla di formazione dei docenti di ruolo ci sono 125 ore di formazione da svolgere nel triennio. Di fronte a questa circolare, noi abbiamo mandato il conto al Miur con tre miliardi di euro. Poi è arrivata un’altra circolare che dice che non c’è nessun vincolo di ore”. Aggiunge poi I collegi dei docenti votano in base alla propria esigenza ma non hanno nessun obbligo di stabilire un minimo di ore. In Emilia Romagna è uscita una circolare del Dirigente regionale, di sette pagine, che dice che è opportuno procedere per unità formative di 25 ore. Ma ciò non corrisponde alla realtà, l’unità formativa è costituita di tante ore quante sono quelle che decide il collegio docenti”. Il consiglio? “Noi consigliamo di non deliberare nulla”.

Obbligo o non obbligo?

In altre parole, la formazione obbligatoria non è obbligatoria, soprattutto sul piano quantitativo. La responsabile della città di Modena per lo Snals ha detto che “nei collegi, il dirigente può proporre dei corsi ma non può imporli e può proporli purché siano coerenti con il PTOF e siano condotti da enti accreditati. Ma se non è interessato ai corsi, il docente non è obbligato a parteciparvi. Bene sarebbe che nel collegio dei docenti, dove sarebbe opportuno che faceste attenzione a quello che si delibera invece che correggere i compiti come talvolta succede, se l’istituzione di ore per la formazione passasse a maggioranza le persone che non hanno voglia di parteciparvi dichiarassero e facessero mettere a verbale che faranno formazione individuale”. Tutta questa materia deve essere chiarita nel prossimo contratto collettivo, per mettere la parola fine a tanta incertezza.