Diplomi falsi: indagati 33 insegnanti 'abusivi'

Il possesso di diplomi falsi attraverso i quali prendere delle scorciatoie per lavorare nella scuola torna tristemente all’attenzione delle cronache nazionali. A distanza di pochi giorni dal servizio delle Iene sui titoli comprati del personale assistente tecnico e amministrativo delle segreterie scolastiche, TgCom24 batte la notizia di un avviso di garanzia rivolto a 33 persone, tutte del cosentino, che insegnavano grazie a questi diplomi falsi.

Avvisi di garanzia

La Procura di Cosenza ha scovato 33 persone che avrebbero lavorato nelle scuole grazie al possesso di titoli falsi. Il conseguente avviso di garanzia emesso nei loro confronti è conseguente alle indagini condotte sull’intero territorio nazionale che Hanno accertato un sistema radicato di falsificazione di diplomi. Questi sarebbero stati rilasciati da istituti magistrali statali e paritari della provincia di Cosenza. Addirittura, in qualche caso, sarebbero stati prodotti subito dopo la chiusura dell’Istituto in cui sarebbero stati conseguiti.

Inserimenti illegittimi

Gli indagati si inserivano tanto nelle graduatorie ad esaurimento quanto nella seconda fascia delle graduatorie di istituto della scuola primaria e dell’infanzia scavalcando decine di migliaia di docenti, ai quali avevano indebitamente sottratto numerosi contratti di supplenza. “Si tratta di una situazione di indubbia gravità”, ha spiegato il Procuratore della Repubblica, Mario Spagnuolo. “Fino ad oggi gli indagati hanno svolto attività di insegnamento in assenza dei titoli necessari, dei requisiti richiesti e della formazione adeguata”.

Espunzioni e licenziamenti

Alla notizia dell’accertamento dei falsi effettuata dalla procura cosentina, diversi uffici scolastici hanno proceduto alla verifica effettiva dei titoli dichiarati dagli indagati. I riscontri effettuati hanno portato diversi dirigenti scolastici ad emettere provvedimenti di espunzione immediata dalle graduatorie degli interessati con conseguente licenziamento e disposizione di nuove convocazioni. Per tutti è scattata l’accusa di falsità ideologica commessa dal privato e falsità materiale in atto pubblico.