L'equipollenza dottorato abilitazione: lo stato dell'arte del contenzioso

Il dottorato di ricerca quale titolo abilitante all’insegnamento prosegue il suo cammino verso il riconoscimento per l’inserimento nella seconda fascia delle graduatorie di istituto. Il contenzioso che prese avvio in Europa è stato portato nelle aule del Tar da diversi avvocati. I primi rigetti non hanno scoraggiato i ricorrenti che hanno fatto appello al Consiglio di Stato. I conseguenti accoglimenti da parte dei giudici di Palazzo Spada hanno provocato la vibrante protesta dei docenti abilitati con il TFA e il PAS, preoccupati dai potenziali stravolgimenti delle posizioni assunte in graduatoria, in vista dell’emanando bando di concorso relativo alla fase transitoria.

Rischi

Vista con gli occhi di un docente abilitato quella che si sta profilando è una vera e propria corsa contro il tempo. Qualora la decisione dei giudici fosse confermata nel merito, considerando che i requisiti per partecipare al transitorio “facilitato” devono essere posseduti entro la data di emanazione del bando di concorso, emergerebbe un pregiudizio derivante dallo scivolamento verso il basso in graduatoria. La domanda che molti si pongono è quanto il rischio che venga dichiarata effettiva l’equipollenza tra dottorato e abilitazione possa essere effettivamente concreto.

Solo cautelari

Visti il ricorso in appello e i relativi allegati;

Vista l’istanza di misure cautelari monocratiche proposta dal ricorrente, ai sensi degli artt. 56, 62, co. 2 e 98, co. 2, cod. proc. amm.;

Viste le ordinanze di questa Sezione dell’8 maggio 2017 n.1937 e del 14 aprile 2017 n.1593-4, concernenti equiparazione tra dottorato di ricerca e abilitazione, che hanno disposto l’ammissione richiesta dagli interessati ;

Ritenuto inoltre che l’adozione del provvedimento cautelare d’urgenza presuppone l’esistenza di una situazione ad effetti irreversibili ed irreparabili tale da non consentire neppure di attendere il tempo intercorrente tra il deposito del ricorso e la prima camera di consiglio utile che nella fattispecie è calendarizzata per il prossimo 23/11/2017;

Che tale pregiudizio ha nell’intervallo anzidetto i caratteri della irreversibilità e della irreparabilità e che pertanto sussistono i presupposti di cui all’art. 56 del d.lgs. 2 luglio 2010 n. 104, anche in relazione ai precedenti cautelari cit.

P.Q.M.

Accoglie l’istanza di cui sopra, nei termini di cui in motivazione. Fissa, per la discussione, la camera di consiglio del 23/11/2017 (sul ricorso proposto dall’Avv. Sirio Solidoro la data è stata fissata al 12/12/2017, n.d.r.).

Tanto rumore per nulla

Come si vede dalla formula utilizzata dai giudici, siamo in presenza di semplici rilasci di cautelari con fissazione delle successive discussioni in camera di consiglio, laddove una eventuale pronuncia favorevole, a dispetto di qualche roboante dichiarazione di patrocinanti di ricorso in cui si parla di “strabiliante vittoria in Consiglio di Stato”, andrebbe poi confermata in una successiva udienza in fase di merito che potrebbe arrivare anche dopo il bando.

Leggi il testo dell’ordinanza