Stop mobbing ai docenti col whistleblowing

Il mobbing sul posto di lavoro è una realtà a cui non si sottrae nemmeno la scuola pubblica italiana. Molto spesso i docenti si sono rivolti ai sindacati di base dopo aver ricevuto sanzioni illegittime da parte dei dirigenti scolastici un po’ troppo disinvolti. Ritorsioni, discriminazioni, demansionamenti e addirittura licenziamenti sono il retaggio di una cultura arcaica che ha condizionato la vita lavorativa ed esistenziale di tanti insegnanti. Col voto di oggi a Montecitorio si volta definitivamente pagina contro queste condotte vigliacche.

Il via al whistleblowing

Da oggi, con l’approvazione alla camera del ddl a firma Francesca Businarolo, deputata dei Cinquestelle, per chi si renderà responsabile di atti di mobbing la vita diventa più dura; per loro incombe il rischio che l’Anac possa irrogare una sanzione amministrativa pecuniaria che va da 5mila a 30mila euro, fermi restando gli altri profili di responsabilità. Inoltre, l’Anac applica la sanzione amministrativa da 10mila a 50mila euro a carico del responsabile che non svolga le attività di verifica e analisi delle segnalazioni ricevute.

Voto trasversale

Alla Camera dei Deputati è stato dato il via libera definitiva alla legge sul cosiddetto whistleblowing. Il ddl presentato dal M5S ha ricevuto in totale 357 voti a favore provenienti da Pd, M5s, Fratelli d’Italia e Lega Nord. Tra i voti contrari si segnalano quelli dei fittiani di Direzione Italia e di Forza Italia. Il presidente dell’Autorità anticorruzione Raffaele Cantone la definisce una norma di civiltà. Un passo in avanti nella lotta all’illegalità anche per Pd e Mdp. All’approvazione del ddl plaude anche la presidente della Camera Laura Boldrini.

Il whistleblowing: cos’è

Col provvedimento finale che verrà licenziato dal Parlamento il dipendente che denuncia un reato o un atto illecito di cui sia venuto a conoscenza sul posto di lavoro non potrà essere discriminato, sanzionato o licenziato. Si prevede il reintegro nel posto di lavoro in caso di licenziamento e la nullità di ogni atto discriminatorio o ritorsivo. L’onere della prova è invertito, nel senso che spetta all’ente dimostrare l’estraneità della misura adottata rispetto alla segnalazione. Vale la pena di sottolineare come la tutela del whistleblower, che si estende anche al privato, valga per tutte le amministrazioni pubbliche, inclusi gli enti pubblici economici e quelli di diritto privato sotto controllo pubblico, e si applica pure a chi lavora in imprese che forniscono beni e servizi alla Pa.