Scuola, compiti a casa: ecco il giudizio della ministra Valeria Fedeli

La ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli, è stata intervistata dall’Agenzia Dire, a margine della quarta giornata delle Olimpiadi di Debate, conclusasi presso la Biblioteca del Senato della Repubblica con la premiazione delle squadre vincitrici provenienti da tutta Italia.

La numero uno del Miur è stata interpellata a proposito dell’annosa questione riguardante i compiti a casa: in particolar modo si è fatto riferimento alla recente abolizione dei compiti introdotta in Francia. Ecco il giudizio della ministra Fedeli.

Compiti a casa, si o no? Valeria Fedeli ‘Non è più il tempo della sola lezione frontale, né dei singoli compiti a casa’

‘Ci sono “tesi a favore e tesi contro e questo è ovviamente espressione del dibattito che ci sarebbe in tutta Italia qualora questo diventasse un tema della politica. Secondo me – ha dichiarato la responsabile del dicastero di Viale Trastevere – in modo non rigido, credo che ci debba essere un atteggiamento sicuramente migliorativo rispetto a quello tradizionale ‘Ti faccio la lezione frontale, poi tu approfondisci a casa da solo’. Credo che questo non sia più il tempo né della sola lezione frontale né dei singoli compiti a casa“.

Valeria Fedeli sui compiti a casa: ‘I ragazzi non hanno bisogno di schemi rigidi’

‘I ragazzi hanno bisogno non di schemi rigidi – ha puntualizzato Valeria Fedeli – Ci sono condizioni differenti, opportunità differenti: a volte serve concentrarsi singolarmente su un compito necessario, anche con un approfondimento; di contro sarebbe anche importante che ci fosse la possibilità di fare dentro il percorso scolastico, magari il pomeriggio, magari in termini più socializzanti, anche approfondimenti collettivi soprattutto nelle scuole che assumono innovazione didattica e approfondimenti curriculari molto più flessibili e moderni, molto più legati anche alla trasversalità dei saperi”.