Diplomati magistrali: storia di un sogno

I diplomati magistrali sono in attesa della decisione del Consiglio di Stato circa la conferma del diritto all’inserimento nelle Gae. In attesa della storica sentenza che deciderà la sorte di 50000 diplomati magistrali alcuni di loro si raccontano. E’ il caso di Rosa Sigillò che in una intervista concessa al Corriere della Sera svela il suo sogno: correre dal papà ad abbracciarlo per dirgli che è entrata in ruolo.

Dalla Calabria al Veneto

E’ così che a Valentina Santarpia racconta la sua storia, iniziata con un trasferimento 13 anni fa dalla nativa Reggio Calabria, per approdare nella provincia di Vicenza con in mano il suo diploma magistrale conseguito nel 1999. Come ribadito più volte dalle diverse sentenze del Consiglio di Stato, il diploma magistrale conseguito entro il 2002 costituisce titolo abilitante all’insegnamento per la scuola primaria e dell’infanzia. E’ iniziata così la lunga trafila di contratti a tempo determinato in sostituzione dei docenti assenti per maternità e/o malattia. La vocazione di insegnante che ha sempre portato con sé, da sola non è stata sufficiente per avere la certezza del posto. Come tanti diplomati magistrali, anche lei ha fatto ricorso per entrare in Gae ed ottenere così contratti annuali di supplenza fino a giugno.

Il valore dell’esperienza

La questione dell’esperienza nell’insegnamento è stata molto dibattuta in rete in questo ultimo periodo. Si tratta di un tema centrale che è stato oggetto di fortissime critiche tanto dai docenti stessi (precari storici delle GaE e laureati Scienza della Formazione Primaria) quanto da parte di docenti universitari. Intervenendo sull’argomento ha espresso la sua opinione all’interno dell’intervista rilasciata al Corriere: “E così ho scoperto tristemente che non tutti siamo insegnanti da una vita, come credevo. Infatti penso che bisognerebbe fare delle distinzioni, tra chi ha sempre lavorato e chi no.”

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Il lavoro è lavoro

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Quando si è seriamente intenzionati a lavorare non ci possono essere remore sul fatto che occorra anche trasferirsi. Tra i sacrifici che vengono richiesti ai precari c’è anche quello dell’aggiornamento, che a differenza dei colleghi di ruolo, si può fare soltanto pagando di tasca propria. Ma questa condizione di precarietà non può essere sostenuta tanto a lungo. E’ questo il motivo per il quale i diplomati magistrali, incluso Rosa, attendono spasmodicamente di conoscere l’esito della discussione tenuta dai giudici di Palazzo Spada. Tutti col fiato sospeso fino ad allora, fin quando arriverà il fatidico giorno in cui si potrà realizzare il sogno di poter entrare di ruolo. E sarà allora che correrà ad abbracciare il papà in Calabria a portargli la bella notizia.