Carta del docente 2017/18: i sindacati vogliono un incontro al Miur
Carta del docente 2017/18: i sindacati vogliono un incontro al Miur

È il terzo anno scolastico che tutti i docenti di ruolo possono usufruire del “bonus docenti“, corrispondente a 500 euro. Ricordiamo infatti che fu il governo Renzi nel 2015 a introdurlo tra le varie innovazioni della riforma “Buona Scuola”. L’obiettivo era quello di garantire agli insegnanti un contributo economico, da utilizzare a scopo formativo e didattico. Come espressamente previsto dai vari decreti ministeriali, gli acquisti effettuati con questo bonus sono infatti circoscritti a un elenco tra cui possiamo annoverare: pc e tablet, corsi di formazione e aggiornamento, master, biglietti per spettacoli teatrali e cinema, mostre ed eventi culturali, e qualsiasi altro corso erogato da enti accreditati Miur. I 500 euro non possono invece essere spesi per l’acquisto di smartphone, in quanto ritenuti dal Miur “non prevalentemente funzionali” all’attività di formazione.

Come viene speso il bonus docenti di 500 euro? 

Secondo quanto riportato dal Miur, solo una bassissima percentuale degli insegnanti ha speso il bonus docenti per corsi di formazione e aggiornamento. Pochi di essi hanno utilizzato il bonus in linea quindi con l’idea di un accrescimento della propria professione. Mentre la maggioranza ha utilizzato l’importo per l’acquisto di strumenti digitali , quali pc e tablet. Questi hardware sono considerati ad uso scolastico ma non necessariamente. Potrebbero tranquillamente prestarsi ad uso personale , e in questo senso ci si discosterebbe dall’idea di fondo della Carta del docente. Questa stima ha attirato l’attenzione della stampa. E l’auspicio è che i futuri acquisti siano rivolti ad un esclusivo scopo didattico.

Novità Carta del Docente 2018

Mentre avanzano proposte di un trasferimento del bonus direttamente in busta paga per il prossimo anno (soluzione non propriamente favorevole per i docenti) , il Miur ha stabilito che, a partire dal 2018, il bonus non dovrà essere cumulabile per più di due anni, pena la sua perdita. Questa decisione è dovuta ai problemi riscontrati dal Miur stesso per l’erogazione delle somme non spese nell’ a.s 2016/2017, prevista a quanto per il mese di dicembre, e comunque entro la fine dell’anno.