Docenti ITP senza pace: lettera

I docenti ITP che hanno impugnato il decreto 374/2017 di aggiornamento delle graduatorie di istituto per essere inseriti nella II fascia contestano le decisioni del Miur. In redazione è giunta una lettera che riporta l’oggetto: contenzioso seriale riconoscimento abilitazione ai docenti i.t.p. – nota del Miur n.35937 del 17 agosto 2017.

La lettera

Nel mese di agosto u.s. veniva diramata la nota del Miur n.35937 riguardante l’ormai famosa sentenza del TAR del Lazio n.9234/2017 e nonostante fossero già state pubblicate le graduatorie d’istituto valevoli per gli anni scolastici 2017/2020, il Ministero conformandosi al contenuto della predette sentenza, consentiva l’inserimento in seconda fascia, con riserva, ai docenti con ricorsi pendenti, demandando esclusivamente ai Dirigenti Scolastici la responsabilità della verifica e la valutazione ‘’ caso per caso’’. Il Ministro dichiarava che “ la sentenza del TAR non sarebbe stata appellata”. Verso la seconda decade del mese di settembre u.s. sono state pubblicate le graduatorie definitive e sono stati stipulati i necessari contratti per la copertura di tutti i posti vacanti e disponibili per tutte le materie compresi i posti di sostegno, la maggior parte dei quali in istituti tecnici e professionali ( in queste scuole gli itp sono sicuramente più utili agli alunni di un docente specializzato in altri ambiti che nulla sa di materie tecniche e scientifiche ), rispettando il regolamento e le leggi che disciplinano la materia.

Molte proteste si sono levate da parte dei docenti laureati di terza fascia non abilitati e privi anch’essi di idoneo titolo di specializzazione, una guerra ai poveri, la soluzione ai loro problemi : togliere diritti alla categoria degli itp per darli ad un’altra, anziché chiedere più tutele per tutti. E’ arrivata persino una interrogazione parlamentare il 25 ottobre u.s. e a questo punto Il ministro FEDELI fa tre passi indietro e dichiara che il Miur non ha potuto che adeguarsi all’ordinanza del TAR e che il Miur sta già preparando l’appello alla sentenze in questione. E’ stata inviata agli UU.SS.RR. una nota datata 8 novembre 2017 (diramata dagli UU.SS.RR. il 22 novembre) nella prima parte il Ministero dichiara che i ricorsi pendenti sono esclusivamente quelli presentati al TAR, con la motivazione, debolissima, ‘’ del diverso plesso giudicante’’; giova ricordare che non vi è gerarchia tra i ricorsi al giudice del lavoro, al TAR e al Presidente della Repubblica e quest’ultimo tra l’altro è alternativo al ricorso al TAR. Nella seconda parte della nota inoltre viene riportata la valutazione dell’Avvocatura dello Stato sugli atti emessi dai predetti UU.SS.RR. ‘’per quanto riguarda la determinazione degli uffici scolastici, non si rinvengono motivi per censurare la modalità esecutiva in concreto adottata. Infatti la soluzione-che involge, comunque, valutazioni di buona amministrazione rimesse, come tali, alla discrezionalità amministrativa ‘’, è qui tra il virgolettato che fa capolino tra due parentesi ‘’avverso la quale si conferma di avere proposto appello ’’ che suona come un avvertimento per alcuni, mentre per altri è un messaggio rassicurante. L’Avvocatura Generale dello Stato, in buona sostanza, si limita a sottolineare la discrezionalità dell’ azione amministrativa degli UU.SS.RR. per i quali non si rinvengono motivi per censurare la modalità esecutiva …’’ e nulla aggiunge alla nota 35937, infatti non fa accenno a quali siano i ricorsi pendenti.

Si fa presente, inoltre, che la nota n.35612 del 14 agosto 2017 dell’Avvocatura Generale dello Stato riporta ‘’ per i ricorsi ancora pendenti ,invece, la scelta di codesta amministrazione di conformarsi alla recentissima decisione ora all’esame potrebbe rappresentare , come rilevato dal medesimo TAR Lazio nel decreto monocratico n. 4142/2017 ( si unisce copia ) ‘’ l’unico mezzo per evitare il crearsi di disparità tra docenti vantanti posizioni omogenee’’.

L’intervento dell’Avvocatura Generale dello Stato era mirato ad eliminare il contenzioso seriale, invece per mancanza assoluta di disposizioni e soluzioni al problema, difformi sono stati i provvedimenti adottati dai dirigenti scolastici .

Ora a due mesi dell’inizio della scuola, dopo che i docenti prestano proficuo servizio ( molti di essi anche in terza fascia avrebbero avuto un contratto di lavoro ed hanno rifiutato anche supplenze in qualità di ATA perché già impegnati), oggi si può dire loro che il ricorso che hanno presentato non è valido perché quello giusto era solo il ricorso al TAR e che saranno depennati dalla graduatoria di seconda fascia con conseguente licenziamento; capiranno gli alunni affidati a questi docenti, capiranno i loro genitori (dove è finita la continuità didattica ?).

Quale sarà la motivazione del licenziamento? ‘’ si è trattato di un semplice disguido’’, ‘’non è successo niente ci siamo sbagliati’’, ‘’ si è trattato di una interpretazione errata della circolare 35937’’ , ’’ le istruzioni sono arrivate in ritardo ’’ .

Ma se anche il Miur ha richiesto, giustamente, il parere del Consiglio di Stato, che errore hanno fatto i Dirigenti Scolastici e in cosa hanno sbagliato gli itp che hanno accettato l’incarico ed hanno stipulato un regolare contratto di lavoro con la P.A. perché avevano un ricorso pendente ( sia esso al Giudice del Lavoro o al PdR -, come hanno accertato i Dirigenti Scolastici ‘’ caso per caso’).

La nota 35937/2017, come sottolinea l’Avvocatura dello Stato ‘’ che doveva garantire il corretto avvio dell’anno scolastico’’ in verità ha mandato in tilt le istituzioni scolastiche.

Le disposizioni relative agli itp , aventi diritto all’inserimento in seconda fascia con riserva, dovevano essere rese note prima della pubblicazione delle graduatorie definitive e prima della stipula dei contratti .

Si possono fissare le regole del gioco dopo che l’arbitro ha fischiato la fine della partita?

Una pacchia per gli avvocati che già si stanno organizzando per proporre nuovi ricorsi per l’illecito depennamento dalle graduatorie di seconda fascia a.s. 2017/2020.

F/to Angela Mannone